Da Gedeone a Netanyahu, passando per la Chiesa

Poiché tu sei un popolo consacrato al Signore tuo Dio. Il Signore ti ha scelto, perché tu sia il suo popolo prediletto fra tutti i popoli che sono sulla faccia della terra. (Deuteronomio 14:2)

Dopo l’Esodo dall’Egitto e i susseguenti quaranta anni nel deserto, Giosuè guidò Israele verso la Terra Promessa e Dio concesse a Giosuè vittoria dopo vittoria, eliminando tutti i pagani nella terra di Israele. Ma dopo che Giosuè morì, Israele non finì mai di conquistare i suoi nemici come Dio aveva comandato (Giudici 1:27-36) ed essi, adoratori di Baal, ebbero una terribile influenza su Israele, a tal punto che gli Israeliti stessi iniziarono ad adorare questo falso dio (Giudici 2:11), partecipando in orge pagane e sacrificando i propri figli! Tuttavia, tempo dopo, Israele capì il proprio peccato, se ne pentì e Dio permise ancora una volta al Suo popolo di sradicare i suoi nemici dalla Terra Promessa. Tra i più formidabili di questi nemici ci furono i Madianiti, che erano «numerosi come le locuste» e avevano un esercito di centoventimila guerrieri.

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La Parola era Dio

Lo ricordo come se fosse ieri il primo attacco che il nemico sferrò alla mia neonata fede: Cristiano da pochissimi giorni, ancora con la paura di non essere realmente salvo, ma convinto nel mio cuore di chi fosse Gesù e cosa avesse fatto per l’umanità (e quindi per me, personalmente);1 ero su Facebook e condivido uno dei miei versi preferiti:

Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. (Giovanni 1:1)

Una persona con la quale avevo condiviso l’ultima fase politica della mia vita,2 e che aveva sempre professato credo in Dio e nella Bibbia come rivelazione scritta di Dio, rispose dicendomi che questo verso era tradotto male, che Gesù non era Dio e che la Trinità era un’invenzione del Concilio di Nicea. La traduzione giusta secondo lui sarebbe stata la seguente:

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Mariti, amate le vostre mogli

Dedicato a coloro che ancora credono che la Bibbia insegni una visione oggetto della donna.

Tu mi hai rapito il cuore, o mia sorella, o sposa mia! Tu mi hai rapito il cuore con uno solo dei tuoi sguardi, con uno solo dei monili del tuo collo. (Cantico dei Cantici 4:9)

Una buona moglie è un dono e una ricompensa dal Signore.

Casa e ricchezze sono un’eredità dei padri, ma una moglie giudiziosa è un dono del Signore. (Proverbi 19:14)

Godi la vita con la moglie che ami, per tutti i giorni della vita della tua vanità, che Dio ti ha data sotto il sole per tutto il tempo della tua vanità; poiché questa è la tua parte nella vita, in mezzo a tutta la fatica che sostieni sotto il sole. (Ecclesiaste 9:9)

Pertanto, è un bel gesto da parte dell’uomo dimostrare la sua gratitudine; un semplice ti amo fa meraviglie.

Ai mariti vengono date istruzioni precise riguardo le loro mogli.

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L’esistenza del male confuta l’ateismo

Il continuo uccidere innocenti da parte di islamisti dà sempre più scuse agli atei per affermare che la religione è il male. Richard Dawkins ha condannato i recenti attentati in Francia con un tweet,

“No, non tutte le religioni sono ugualmente violente. Alcune non lo sono mai state, altre hanno smesso di esserlo secoli fa. Una di esse chiaramente non ha mai smesso.”

Dawkins ha ragione a dire che alcune religioni e persone religiose hanno sistematicamente perpetrato il male. Gli atei usano spesso questo fatto per sostenere la loro posizione. Tuttavia, l’esistenza del male si rivela essere un problema più difficile da spiegare per gli atei che per i teisti. Il tipo di male che Dawkins e il resto del mondo civilizzato aborrisce non confuta l’esistenza di Dio — confuta l’ateismo.

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Il verdetto di Dio

L’uomo crede che l’intelletto umano e il ragionare siano potenti, e che il cervello sia capace di comprendere tutte le verità del mondo; ma il verdetto della Parola di Dio è “vanità delle vanità”. Fintanto che l’uomo si trova nel suo stato soggetto all’anima, egli vive spesso nel senso d’insicurezza di quest’epoca e cerca anch’egli la vita eterna nelle età a venire. Ma sebbene lo faccia, egli è impossibilitato nel ricevere e scoprire la Parola della vita e questo a causa del suo continuo pensare e teorizzare. Quanto inaffidabili sono i ragionamenti umani! Si osserva spesso come persone grandemente dotate si perdano nelle loro stesse diverse opinioni. Le teorie conducono l’uomo all’errore. Sono castelli nell’aria, che lo spingono verso l’oscurità eterna. La verità è che senza la guida dello Spirito Santo, l’intelletto non solo è inaffidabile ma anche estremamente pericoloso perché spesso confonde il bene e il male. Un agire incauto può causare non solo perdita permanente ma anche dolore eterno. La mente oscurata dell’uomo, spesso lo conduce alla morte eterna. Se solo le anime non rigenerate potessero comprendere tutto questo, quanto bene sarebbe!

Liberalmente citato e tradotto da The Spiritual Man, di Watchman Nee

Coloro che dichiarano di essere Giudei, ma non lo sono

Ecco, ti do alcuni della sinagoga di Satana, i quali dicono di essere Giudei e non lo sono, ma mentono; ecco, io li farò venire a prostrarsi ai tuoi piedi per riconoscere che io ti ho amato. (Apocalisse 3:9)

Chi sono costoro che dichiarano di essere Giudei ma non lo sono? Dato che il secondo e terzo capitolo dell’Apocalisse si applicano all’età della Chiesa,1 è probabile che il Signore possa essersi riferito a più di un gruppo di persone nel corso della storia. Ricercando, ho trovato diversi gruppi che rivendicano per sé le promesse che Dio ha fatto al popolo del Suo patto. Alcuni di questi vi sorprenderanno.

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Lettera aperta a Claudio Cavallo, ex parroco di Borgo San Dalmazzo

Caro Claudio,

Mi permetto di darti del tu, perché voglio dare per scontato che tu sia un fratello in Cristo. Un uomo che ha veramente e unicamente rimesso la propria salvezza all’opera completa di Gesù sulla croce.

Oggi leggevo delle tue dimissioni da parroco per darti alla vita matrimoniale.

Da un lato sono rimasto piacevolmente sorpreso da come la Chiesa Cattolica non abbia fatto una grinza, ma abbia invece compreso il tuo naturale desiderio.

Tuttavia, dall’altro lato l’amarezza resta. L’amarezza che un uomo debba fare una scelta che il suo Dio non gli hai mai chiesto di fare: tra l’avere una famiglia e servire la Chiesa.

Il peso1 che ti ha messo (e ti mette) addosso la Chiesa Cattolica col suo celibato forzato per servire il nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo (2 Pietro 1:1) è insensato e contrario alla dottrina biblica. Nei suoi insegnamenti a Timoteo, Paolo scrisse:

Bisogna dunque che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola moglie, sobrio, prudente, dignitoso, ospitale, capace di insegnare (1 Timoteo 3:2)

Non c’è bisogno che sia io a dirti che le Scritture non insegnano la gerarchia ecclesiastica implementata dalla Chiesa di Roma (ma non solo) e che vescovo in greco (ἐπίσκοπος, epískopos) non vuol dire altro che “supervisore”, ed è spesso usato da Paolo per indicare il “pastore” della chiesa.

E nota bene il verbo Bisogna. A seguirlo sono dei requisiti, non dei permessi. Il pastore della chiesa di Dio deve essere sposato (e con una sola moglie, come Dio ha voluto dal principio (Matteo 19:4-6)) e avere una famiglia:

(perché se uno non sa governare la propria famiglia, come potrà avere cura della chiesa di Dio?) — 1 Timoteo 3:5

Il celibato forzato è una pratica pagana derivata, come molte delle pratiche pagane assorbite nei secoli nella chiesa romana, dal sistema babilonese.2 Il Signore non ha mai vietato ai suoi servi di sposarsi. E il carattere di Dio basta da solo come spiegazione.

Se poi leggi di fila il terzo e il quarto capitolo della prima lettera di Paolo a Timoteo, dovresti notare ciò a cui Paolo si riferiva quando, profeticamente, scriveva:

Ma lo Spirito dice esplicitamente che nei tempi futuri alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demòni … Essi vieteranno il matrimonio … (1 Timoteo 4:1,3)

Nel contesto che parte dal capitolo terzo, Paolo sta lasciando insegnamenti preziosi a Timoteo riguardo i vescovi della Chiesa. In quel contesto, subito dopo aver delineato le caratteristiche ideali del vescovo e del diacono, sotto guida dello Spirito Santo, Paolo avvisa Timoteo che in futuro tali cose verranno abbandonate e sostituite con dottrine demoniache (ciò che, in fondo, ogni dottrina pagana è realmente), tra cui il divieto di matrimonio per gli uomini che servono la chiesa. Paolo mette ciò espressamente in risalto come uno dei primi segni di apostasia.

Caro fratello, tu puoi servire il Signore comunque. Puoi essere ancora pastore di pecore, se lo desideri davvero. Ma ti invito a fare delle Sacre Scritture l’unica tua fonte autorevole di dottrina (2 Timoteo 3:16-17) e, senza voler aprire una diatriba personale o di altra natura, a scrollarti di dosso la tradizione degli uomini. E ad assicurarti di credere alla verità.

Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio». (Giovanni 3:3) ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma sono nati da Dio. (Giovanni 1:12-13) Perciò, fratelli, impegnatevi sempre di più a rendere sicura la vostra vocazione ed elezione, perché, così facendo, non inciamperete mai. (2 Pietro 1:10) Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi: è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti; infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo. (Efesini 2:8-10) Essi dunque gli dissero: «Che dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?» Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato». (Giovanni 6:28-29)


  1. Del resto Gesù stesso parla dei pesi che la Chiesa Cattolica avrebbe posto sui fedeli: «Ma agli altri di voi, in Tiatiri, che non professate tale dottrina e non avete conosciuto le profondità di Satana (come le chiamano loro), io dico: non vi impongo altro peso; soltanto, quello che avete tenetelo fermamente finché io venga.» (Apocalisse 2:24-25). (Non entrerò qui nel dettaglio di come Tiatiri si riferisca alla Chiesa Cattolica). 
  2. «Per quanto strano possa sembrare, la voce dell’antichità assegna l’invenzione del celibato clericale nella sua forma più rigida a quella regina abbandonata [la dea Semiramis]…» (Alexander Hislop, The Two Babylons (Cosimo, Inc., 2007): 219-220) 

E la vergine ebbe un bimbo

Perciò il Signore stesso vi darà un segno: Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio e gli porrà nome Emmanuele (Isaia 7:14 LND)

Forse non v’è profezia più controversa nel Vecchio Testamento. Molti teologi liberali rigettano la nascita verginale di Gesù come semplice leggenda,1 i Giudei ne negano la validità e i non credenti la deridono come esempio della stupidità necessaria al fiorire della Cristianità.

Eppure uno studio attento della storia di Israele, delle sue leggi di eredità e della promessa che Dio fece al Re Davide dovrebbero portare anche il più scettico degli studiosi a concludere che la nascita verginale di Gesù era necessaria affinché Egli potesse: 1) essere Dio e uomo allo stesso tempo; 2) essere pienamente uomo ma senza peccato, per essere Redentore dell’umanità; 3) avere diritto legittimo a ereditare il Trono di Israele.

Vediamo tutto, passo passo.

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Religione e ragione

«Dott. Ravine, la vostra insinuazione che la religione è completamente priva di ragione è del tutto fallace e ignora totalmente gli scritti razionali di studiosi come Josh McDowell e C. S. Lewis! La teologia viene ragionata dalle scritture da secoli e da altrettanti secoli le critiche bibliche vengono confutate e voi vi comportate come se qualcuno avesse scoperto l’atomo e questo avesse provocato il collasso della teologia Cristiana! Ma per favore!

Uno dei precetti principali del credo deista che è accettato anche dal teismo Cristiano è che Dio può essere dedotto razionalmente dal Creato.

Se da un lato noi Cristiani accettiamo la Bibbia come rivelazione di Dio all’umanità attraverso ispirazione divina, dall’altro riconosciamo l’universo stesso come una delle più grandi testimonianze1 e argomentazioni a favore del teismo. Ma – un passo oltre il deismo – noi riconosciamo che è l’abilità dell’uomo di ragionare e la sua universale, intrinseca, tendenza alla moralità a essere la più grande testimonianza per un Dio che è moralmente preoccupato e interessato all’esistenza dell’umanità e a interagire con essa.

Il fatto che ragioniamo è la più grande prova a favore del soprannaturale! L’utilizzo di parole come “deve” o “dovrebbe”, persino nella scienza, non ha assolutamente alcun significato a meno che non si accetti che il pensiero razionale è un’abilità divina al di fuori del reame del materialismo naturalistico.

Nessuna spiegazione dell’origine dell’universo può essere vera se essa non garantisce anche la possibilità che la nostra capacità di pensare sia reale e affidabile. Una teoria che spiegasse tutto il resto nell’intero universo, ma che rendesse impossibile credere che la nostra abilità di pensare sia valida, sarebbe totalmente ridicola! Questo perché la teoria stessa sarebbe stata elaborata attraverso la nostra capacità di ragionare, e se questa non è valida (o non v’è modo di sapere se lo sia), la teoria stessa si auto-distrugge.

Il naturalismo post-illuminista afferma che tutti i nostri processi mentali sono determinati interamente del moto degli atomi nei nostri cervelli. Se ciò fosse vero, non ci sarebbe alcuna ragione di supporre che ciò che crediamo sia vero…e quindi nessuna ragione di supporre che i nostri cervelli siano effettivamente composti di atomi!

Voi dite “Il vero studio dell’umanità è l’uomo!”. Be’, Dott. Ravine, quando noi studiamo l’uomo troviamo che la sua ricerca razionale della verità dipende da atti di conoscenza e discernimento che non hanno alcuna validità nel puro materialismo naturalistico. Per quanto mi riguarda, l’Età della Ragione è servita solo a rafforzare i fondamenti teologici. È la Ragione a essere sotto processo, qui. La Ragione è il nostro punto di inizio. La Ragione perde tutte le sue credenziali razionali non appena si ipotizza che è unicamente il risultato di cause non razionali.

Se la Ragione è soprannaturale – che uno scelga di credere nei miracoli Cristiani o in qualsiasi altro miracolo – la porta del naturalismo è sfondata una volta e per sempre e i miracoli vanno giudicati in base ad altri criteri, come ad esempio la persona storica di Gesù Cristo, piuttosto che in base al fatto che il soprannaturale sia possibile o meno. La discussione quindi è sul decidere se un particolare evento miracoloso è storicamente credibile o meno, non se il miracolo in sé sia possibile o meno.»2


  1. Ndr: poiché quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro; infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo, essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili, (Romani 1:19-20) 
  2. L’autore sembra aver liberamente preso in prestito gran parte di questo discorso da affermazioni reali di C. S. Lewis e J. B. S. Haldane. 

Immacolata concezione?

Tre giorni fa, l’8 dicembre, il calendario segnava Immacolata concezione. Molti, me compreso all’inizio del mio cammino con Gesù, sono convinti che Immacolata concezione sia semplicemente un altro modo per indicare la nascita di Gesù da Maria vergine per opera dello Spirito Santo (Luca 1:30-35).

Ho più tardi appreso che Immacolata concezione è il nome di una dottrina non biblica della Chiesa Cattolica Romana.

Di cosa si tratta?

L’immacolata concezione è la dottrina cattolica secondo cui a Maria è stata usata speciale grazia da Dio, che le avrebbe concesso di nascere senza natura di peccato, ovvero senza il peccato originale che noi tutti ereditiamo da Adamo (Romani 3:23; 5:12). Secondo la tradizione cattolica, questo intervento sarebbe stato necessario affinché Gesù incarnato avesse potuto venire nel mondo senza natura di peccato per vivere quella vita perfetta e pura che ha vissuto e che hai poi arreso volontariamente come sacrificio propiziatorio per l’umanità intera (1 Giovanni 2:1-2).

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