Per Grazia

È per grazia che siete stati salvati, mediante la fede

Autore: Squadra Editoriale Pagina 1 di 9

Famiglia

Perché Dio ha creato un virus così cattivo?

L’altro giorno, mentre vestivo la nostra bambina, con i suoi begli occhioni grandi un po’ tristi, mi ha chiesto:

Ma se Dio è buono perché ha creato un virus così cattivo?

Il mio primo istinto è stato quello di abbracciarla forte, perché nella sua vita così piccola e innocente, sebbene con un impatto diverso rispetto a quello che questo assurdo virus ha avuto nella vita di noi “grandi”, anche lei ha subito un brutto colpo: ad un tratto la sua routine è stata bruscamente interrotta; non può giocare più all’aperto né andare a scuola; le sue amichette non possono più venire a casa; persino il sunday club della chiesa, che lei ama tanto, è inaccessibile per lei!

Questa è una domanda molto comune al giorno d’oggi, lo era prima del coronavirus, lo è tanto di più adesso. Qui vogliamo darvi una risposta a misura di bambino, ma che magari può servire anche a chi è più grandicello.

Innanzitutto le ho ricordato che Dio è buono e che da Lui possono venire solo cose buone: Gesù ha detto che un uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae cose buone, quanto più allora Dio, che è il più buono di tutti!

Quando Dio ha creato la terra e l’uomo, allora tutto era buono, anzi molto buono! (Genesi 1:31). Ma l’uomo, attraverso la sua disobbedienza, aveva voltato le spalle al suo Creatore, per seguire il consiglio del serpente. Con questo suo gesto, tutta la perfetta creazione di Dio fu rovinata, e il peccato fu introdotto nel mondo. Il peccato è male, un’azione contraria al bene: con esso arrivò anche la morte, affinché sia all’uomo, che al resto della creazione, che erano diventati corrotti, non potesse essere permesso di vivere per sempre. Da allora, il mondo è diviso tra le cose buone che Dio ha creato e le cose del male. Per questo abbiamo frutti buoni, e frutti cattivi; batteri buoni e anche quelli cattivi; animali buoni e animali cattivi. Entrambi, il bene e il male, devono coesistere nel mondo e sono in lotta continua.

Ma il Signore ha disposto di un’arma invincibile, e con Essa ha vinto la battaglia.

Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.

Giovanni 3:16

Il Messia promesso sin dall’inizio (Genesi 3:15) è stato mandato nel mondo, per amore del Creatore verso la sua creatura, e così ogni cosa del male fu sconfitta. Proprio come nei film: il bene vince sempre sul male!
Gesù, il Messia ha sofferto la morte del peccato, da uomo innocente, al posto nostro, ed è risorto alla vita eterna promettendola a chiunque creda in Lui. Così chiunque crede in Lui passa dalla morte alla vita, dalla fazione dal male a quella del bene! E diventano figli del bene.

Il Signore ha dichiarato un giorno in cui Egli ritornerà e riconquisterà il mondo eliminando ogni figlio del male e portando a completamento la Sua opera di salvezza, su tutta la creazione. Per sempre. Immaginate allora i figli del bene come gioiranno!

A questo punto, mia figlia sorrideva di nuovo.


Infatti io ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria che deve essere manifestata a nostro riguardo. Poiché la creazione aspetta con impazienza la manifestazione dei figli di Dio;  perché la creazione è stata sottoposta alla vanità, non di sua propria volontà, ma a motivo di colui che ve l’ha sottoposta, nella speranza che anche la creazione stessa sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella gloriosa libertà dei figli di Dio. Sappiamo infatti che fino ad ora tutta la creazione geme ed è in travaglio; non solo essa, ma anche noi, che abbiamo le primizie dello Spirito, gemiamo dentro di noi, aspettando l’adozione, la redenzione del nostro corpo. Poiché siamo stati salvati in speranza. Or la speranza di ciò che si vede non è speranza; difatti, quello che uno vede perché lo spererebbe ancora? Ma se speriamo ciò che non vediamo, lo aspettiamo con pazienza.

Romani 8:18-25

Cari fratelli, cerchiamo la saggezza e l’intelligenza in questo periodo buio

Acquista saggezza, acquista intelligenza; non dimenticare le parole della mia bocca e non te ne sviare. Non abbandonare la saggezza, ed essa ti custodirà; amala, ed essa ti proteggerà.

(Proverbi 4:5-6)

In questi giorni di buio e incertezza, leggiamo tante frasi che tentano di rincuorarci l’animo e di darci un senso di sicurezza. Tanti versi biblici, che se applicati in maniera erronea possono portarci ad esporci al pericolo, piuttosto che proteggerci. In questo articolo vogliamo dare una visione più ampia, scritturale e veritiera circa il modo in cui dobbiamo comportarci in questo periodo.

Dal verso che leggiamo sopra, c’è un chiaro invito a cercare e possedere saggezza e intelligenza, perché esse ci custodiranno e ci proteggeranno.

Il nostro Dio è un Dio grande, l’unico vero buono e potente Dio. Egli è capace di custodirci da ogni male, così come il salmo 91 dichiara, Egli è il Salvatore per eccellenza. Eppure al fine di fare ciò il Signore ci ha dato degli strumenti e ci ha donato delle istruzioni, che se noi seguiamo, con fedeltà e fiducia, ci porteranno alla salvezza (parliamo di salvezza terrena qui!). Uno di questi strumenti è la saggezza. E la saggezza si trova nella Bibbia. Andiamo quindi ad analizzare alcuni passaggi biblici e andiamo ad estrapolare da essi la saggezza e le istruzioni che ci servono per aiutarci in maniera effettiva in questo periodo.

Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. […]Allora il diavolo lo portò con sé nella città santa, lo pose sul pinnacolo del tempio, e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù; poiché sta scritto:“Egli darà ordini ai suoi angeli a tuo riguardo” e “Essi ti porteranno sulle loro mani, perché tu non urti col piede contro una pietra”».Gesù gli rispose: «È altresì scritto: “Non tentare il Signore Dio tuo”».

Matteo 4:1;5-7

Le tentazioni di Gesù nel deserto sono tra i passaggi biblici più importanti per darci un’idea di come una buona e soprattutto sana conoscenza delle Scritture, può preservarci dall’esporci a pericoli inutili. In questo caso a Gesù viene suggerito, proprio usando dei versi biblici molto conosciuti e comuni (salmo 91), di gettarsi da un’altura essendo sicuro che Dio l’avrebbe soccorso. Bene, il Signore Gesù ha risposto con un altro verso biblico che lo ha preservato dal tentare il Dio padre e così dal mettere a rischio la propria vita in maniera sconsiderata. Quanti fratelli e non, in maniera spavalda, soprattutto prima delle restrizioni governative, hanno continuato a viaggiare, a radunarsi in chiesa o nei luoghi affollati, appellandosi proprio a quei versi che il diavolo usò contro Gesù? E quanti di questi oggi sono ammalati o hanno esposto altri al pericolo della malattia?

Un altro esempio importante che la Bibbia ci insegna sul come preservarci, si trova nel libro dell’Esodo al capitolo 12.

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Perché il mondo odia Israele? — Il popolo del Re legittimo

Nella parte precedente eravamo rimasti al duplice problema del peccato e del principe illegittimo, Satana.

Dio fornirà la soluzione e in un solo colpo: si farà uomo e riuscirà in quello che l’uomo non aveva potuto e non poteva fare, sconfiggere cioè Satana.

L’obiettivo di questa serie non è quello di analizzare in dettaglio questo mistero, ma è necessario sottolineare un punto: il bambino che sarà chiamato Dio onnipotente dovrà venire alla luce come essere umano, e pertanto dovrà nascere sulla terra e da madre umana. Ciò significa che sarà necessaria una persona reale che farà da madre al Messia, permettendogli così di nascere uomo. Tale persona dovrà quindi necessariamente appartenere a un popolo e provenire da un paese specifico della terra.

Logica vuole, pertanto, che se Satana riesce ad evitare che tale famiglia si formi, o la distrugge una volta che si è formata, vince la sua battaglia: il Re scelto da Dio non può conquistare il trono e Satana rimane in carica sul pianeta.

Tenendo questo ben presente, analizziamo le Scritture per vedere se questo concetto è biblico o semplicemente un’affascinante idea.

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Perché il mondo odia Israele? — Quadro generale

Prima di poter rispondere alla domanda «Perché il mondo odia Israele?» è necessario avere una prospettiva più ampia, che vada oltre Israele stesso. La Bibbia inizia con il libro della Genesi, dove Satana, un cherubino, è presentato come un avversario di Dio già dal terzo capitolo. La ribellione contro Dio inizia nei cieli e colpisce il nostro pianeta dal primo all’ultimo libro della Bibbia (Isaia 14:12-15; Apocalisse 12:3-17; 20:7-15).

C’è dunque una guerra in corso su questo pianeta tra forze invisibili a occhio nudo, ma che possono essere viste attraverso gli eventi e le azioni che esse causano. In altre parole, l’odio, le spiegazioni illogiche, i punti di vista ipocriti riguardo le azioni di Israele, sono tutte questioni spirituali che non verranno risolte finché il Messia non verrà a regnare sulla Terra.

È importante tenere presente che Dio crea l’uomo, Adamo ed Eva, per assoggettare e dominare il pianeta (Genesi 1:28). Adamo era responsabile di esercitare tale dominio insieme con Eva. Tuttavia, ingannando Eva e portandola a peccare insieme ad Adamo, Satana rimuove l’uomo dalla sua posizione, introducendo il peccato nella creazione di Dio e assumendo dominio sul pianeta, difatti aggravando ancor di più il suo stato di ribellione. Satana diventa il principe di questo mondo (Efesini 2:2). Questa non è una coincidenza, poiché quando Gesù era nel deserto fu tentato da Satana con un’offerta: Satana gli avrebbe dato tutti i regni del mondo se Gesù si fosse inginocchiato ad adorarlo (Matteo 4:1-11). Affinché questa tentazione fosse reale come le nostre (Ebrei 4:15), l’offerta di Satana doveva essere altrettanto reale. Ovvero, Satana doveva avere una reale autorità, o appunto dominio, sul pianeta.

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Perché il mondo odia Israele? — Introduzione

Mio fratello e io non amiamo andare in tour organizzati; ci piace affittare un auto e vedere ciò che riusciamo. Durante la mia prima volta in Israele volevo vedere l’intero paese, perché pensavo che non ci sarei più tornato. E quindi partimmo, facendo oltre 2400 chilometri in macchina! Andammo a Eliat, la parte più a sud di Israele, viaggiando lungo la costa occidentale all’andata e attraverso la Valle del Giordano al ritorno, fino ad arrivare alle due punte settentrionali: Rosh Hanikra e Metula. Mentre eravamo a Metula, ci incamminammo in un meleto e arrivammo a un cancello lungo il confine col Libano meridionale, usato dall’esercito israeliano per andare e tornare: all’epoca Israele aveva ancora controllo di quella parte del territorio libanese.

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Cos’è l’amore?

L’amore! Oh, l’amore! Qualcuno disse che «move il sole e le altre stelle!» Cosa è l’amore?

Molti lo interpretano come fosse solo un sentimento, forte e passionale al momento, ma facile a spegnersi come il lume di una candela. L’amore cangevole, universale, unisex, interscambiabile. Una cosa straordinariamente soggettiva, senza complicazione né impegno. Così visto, l’amore è come un gioco, uno scherzo da non prendere sul serio, un abito di marca deprezzato all’outlet. Quanto è confuso l’amore di oggi!

Su un libro straordinario è scritto che Dio è amore. Com’è allora l’amore di Dio che ha inteso sin dal principio per l’uomo?

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Gesù è Yahweh – Parte I

Questo è il primo di una serie di brevi articoli che dimostreranno, usando solamente versi biblici, come gli autori del Nuovo Testamento vedevano in Gesù l’incarnazione di YHWH (Yahweh), il Dio vivente di Israele.

Per fare ciò, quando citeremo i versi del vecchio testamento, potremmo aver bisogno di modificarli per esporre l’originale. Infatti, YHWH, il nome di Dio, è storicamente offuscato dalla tradizione ebraica di non leggere il nome di Dio, ma di sostituirlo con Adonai, ovvero Signore. La Nuova Riveduta infatti segue proprio questa tradizione, mentre la Diodati, la Nuova Diodati ed altre traduzioni che si tengono in linea con la Diodati originale, rendono YHWH con Eterno.

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Ippolito di Roma e il 25 dicembre

Il Natale non è pagano!

Il Natale non ha origini pagane; e i Cristiani che sono stati così cresciuti e ancora aderiscono a questa linea di pensiero purtroppo non fanno altro che contribuire al diffondersi di falsi miti che sono tanto cari a finti intellettuali anticristiani che credono di sapere tutto (e niente in realtà sanno) sulle origini del Cristianesimo e delle sue tradizioni. Parliamo di postmodernisti, atei ed agnostici che credono alla fiction di Dan Brown o a docufilm propagandistici (e del tutto errati) come Zeitgeist, che sembrano convincenti solo a coloro che sono ignoranti della Scrittura e della storia del Cristianesimo.

L’apostolo Paolo chiama la Chiesa «colonna e sostegno della verità» (1 Tim 3:15), quindi sarebbe il caso che ci comportassimo da tali!

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Il Re di tutta la terra è mio amico

Oh Signore, Tu sei il Re di tutta la terra. Quanto è grande, Signore, che Tu conosci me.

Conosci ogni mio pensiero intimo, Tu sei mio amico. Il Re di tutta la terra è mio amico! Tu cammini con me Signore, e hai sempre tempo per me, quando ti chiamo. Tu sei il Re di tutta la Terra e io posso chiamarti in ogni momento. A volte Signore mi chiami per stare con Te. Tu, il Re di tutta la terra, vuoi passare del tempo con me. Quando sono spaventata e persa, posso contare su di Te. A volte Signore, Re di tutta la terra, io sono arrabbiata con Te, ma a Tu non ci dai peso e continui ad ascoltarmi.

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I tempi del Rapimento: la posizione pre-ira

Nel 1990 viene pubblicato un libro dal titolo The Pre-Wrath Rapture of the Church,​[1]​ scritto da Marvin Rosenthal, ex direttore esecutivo del Ministero Friends of Israel, il quale rende popolare la posizione pre-ira del Rapimento.

La dottrina consiste nel collocare il Rapimento della Chiesa di Cristo prima dell’ultimo quarto della settantesima settimana di Daniele, prima cioè che l’Ira di Dio si scateni sulla Terra: secondo questa visione, la Chiesa di Cristo non subirà l’Ira di Dio come da promessa ma passerà attraverso l’Ira dell’Uomo e l’Ira di Satana, che saranno versate sulla terra durante i primi tre anni e mezzo della Tribolazione.

Il nome attribuito a questa dottrina risulta abbastanza confusionale se si considera che anche tutte le altre posizioni riguardo al Rapimento, sia pre, che mid o post, si possono considerare pre-ira perché concordano che la Chiesa non debba passare attraverso l’Ira di Dio. Il post-tribolazionismo di Gundry, per esempio, può essere definito pre-ira; sebbene lo studioso non identifichi il proprio pensiero con questo termine, ha dichiarato “la necessità teologica che l’Ira di Dio non tocchi una persona salvata”; Ladd afferma “Ognuno deve essere concorde che è inconcepibile che la Chiesa debba soffrire l’ira di Dio”, e così altri nomi come Kimball o Reese concordano con questo concetto.​[2]​

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I tempi del Rapimento: il mid-tribolazionismo

Nella sezione precedente abbiamo guardato alla dottrina del Rapimento seguendo il testo biblico e valutando le varie opinioni a riguardo. Il ritrovamento del documento di Pseudo-Efrem ci ha rivelato che la dottrina del Rapimento non è un’idea poi tanto recente, ma appare comunque presente in altri testi risalenti all’epoca vicino alla nascita della Chiesa. Si è inoltre guardato alle obiezioni che la dottrina incontra in ambito classico e di come queste possono essere superate tramite un’esegesi coerente del testo. Avendo stabilito, quindi, che una dottrina del Rapimento non solo ha validità biblica ma anche fondamenta storiche, possiamo ora concentrarci su un altro aspetto cardine della questione: quando avverrà? È possibile stabilire se la Chiesa passerà attraverso la Tribolazione o meno? Se sì, in che fase dei fatidici sette anni?

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Chiamale, se vuoi, obiezioni – Parte IV

In quest’ultima parte useremo la dichiarazione finale del fratello come spunto per un’analisi del vangelo.

Dichiarazione

La base comune come “la sola grazia mediante la fede”, “la trinità” e “l’assoluta autorità delle Scritture” fa entrare il dispensazionalismo nella chiesa di Cristo, [e sono quindi] miei fratelli.‬‬‬‬

Problemi

Uno: ciò che fa entrare qualcuno nella Chiesa di Cristo è un vangelo corretto e biblico. Il resto delle dottrine va messo da parte, anzi sottomesso al Vangelo. Gli errori dottrinali possono essere corretti, mentre un vangelo scorretto produce un falso convertito il quale non trarrà alcun beneficio dalle restanti dottrine.

Due: almeno sulla carta, il vangelo nella soteriologia riformata è, nel migliore dei casi, problematico. Innanzitutto, l’ordo salutis riformato è invertito rispetto a quello biblico. E poi c’è il rapporto tra la fede e le opere che tecnicamente non è cambiato molto rispetto a quello della chiesa romana. È su questi due punti che ci concentreremo.

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