È per grazia che siete stati salvati, mediante la fede

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Riflessioni libere sulla Parola di Dio e pensieri cristiani sul mondo in cui viviamo.

Church

La chiesa online non è chiesa affatto

Un messaggio che ci è arrivato dal Regno Unito, ma che si applica in tutto l’occidente, e di certo anche in Italia.

Da quando il numero di fedeli che frequentano una chiesa è calato drasticamente in tutta la nazione e i culti online sono diventati più convenienti, è essenziale ricordarci perché frequentare una chiesa è così importante per te e la tua famiglia.

Non si può servire seduti su un divano. Non si può avere una comunione di fede, seduti su un divano. Non si può sentire la potenza di una stanza piena di fedeli che insieme adorano il Signore, seduti su un divano.

Noi cristiani non siamo solo ricettivi. Siamo collaboratori. Non stiamo solo a guardare. Agiamo in prima persona. Noi doniamo. Ci sacrifichiamo. Incoraggiamo. Noi preghiamo con l’imposizione delle mani su chi soffre. Noi viviamo insieme.

La chiesa ha bisogno di te. E tu hai bisogno della chiesa.

Non potevamo essere più d’accordo. Il comfort delle nostre case ha esacerbato l’inclinazione tutta occidentale di vedere la chiesa come un servizio da consumare. Questa non è la chiesa. La chiesa è un corpo vivo che ha bisogno di stare insieme. Non è nemmeno lontanamente assimilabile a un programma TV, uno spettacolo teatrale o a un discorso politico.

La chiesa si fa insieme. Se non si è insieme come si può:

  • Rallegrarsi con quelli che sono allegri e piangere con quelli che piangono? (Ro 12:15)
  • Rimproverare o esortare? (2 Ti 4:2)
  • Salutarsi con un bacio santo? (Ro 16:16; 1 Co 16:20; 2 Co 13:12; 1 Te 5:26)

Del resto, Paolo diceva:

perché io desidero grandemente vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale, affinché siate fortificati. E questo è per essere in mezzo a voi consolato insieme mediante la fede che abbiamo in comune, vostra e mia.

Romani 1:11-12 (LND)

Perciò, fratelli:

Facciamo attenzione gli uni agli altri per incitarci all’amore e alle buone opere, non abbandonando la nostra comune adunanza come alcuni sono soliti fare, ma esortandoci a vicenda, tanto più che vedete avvicinarsi il giorno.

Ebrei 10:24-25
Verità è luce

Gli effetti della verità

“Meglio essere divisi dalla verità che essere uniti nell’errore. È meglio dire la verità che ferisce e poi guarisce, che la menzogna che consola e poi uccide. Lascia che ti dica una cosa, amico, non è amore e non è amicizia se non enunciamo l’intero consiglio di Dio. È meglio essere odiati per aver detto la verità, che essere amati per aver detto una bugia. È impossibile trovare qualcuno nella Bibbia che fosse una potenza per Dio che non aveva nemici e non era odiato. È meglio stare da soli con la verità, che sbagliare con una moltitudine. È meglio riuscire alla fine con la verità che avere successo temporaneamente con una menzogna.”

Adrian Rogers

Solo nella Verità si trova redenzione e vita.

C’è chi, anche in ambiente Cristiano, preferirebbe che la verità non fosse assoluta ed esclusiva. C’è chi accusa di scandalo quelli come noi che credono nell’assolutezza ed esclusività della verità, rabbrividendo al pensiero di coloro che sono convinti di possedere la verità in esclusiva, ammonendo che tale posizione è voler attivamente considerare eretici tutti gli altri.

Ma questa è semplicemente una posizione ribelle.

La verità o la si possiede oppure no. Non è una questione di opinioni, né di convinzioni: la verità è assoluta e indipendente dal mio pensiero e da quello di chiunque altro. Per definizione è esclusiva. Lo scandalo non è la verità, ma è la menzogna, infatti chi è nella menzogna non ama la verità e fa di tutto per sopprimerla, insultarla, distruggerla, censurarla o distorcerla. La menzogna è del diavolo e si avvale degli strumenti del diavolo: così agiscono anche quelli che sono della menzogna. Ma quelli che sono della verità non fanno altro che esporla: non c’è bisogno di altro; essi infatti non insultano, né ammazzano, né censurano, né violentano. Non ce n’è bisogno, perché Essa, la Verità ha valore di per sé; è luce che mette in evidenza ed espone quello che c’è nascosto nel buio (Giovanni 3:19-21). La verità è una persona, Gesù il Cristo, ed Egli un giorno disse di non esser venuto a portare pace, ma la spada (Matteo 10). La Sua spada è la Sua Parola che divide ed è in grado di discernere e far discernere la Verità (e gli intenti del cuore), appunto, dalla Menzogna (Ebrei 4:12).

Regola d'oro

La regola d’oro

Così è chiamata la regola che Gesù dà durante il sermone sul Monte (Mt 7:12).

Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro

Gesù

Eppure il mondo usa spesso la versione complementare, molto popolare nelle religioni orientali:

“Non fate agli altri ciò che non volete gli altri facciano a voi”.

Confucio

Molti non si accorgono della differenza tra le due frasi e alcuni, ingenui e poco informati, tentano anche di screditare l’origine biblica del concetto insegnato da Gesù, affermando che Confucio insegnò la stessa cosa secoli prima.

Ma Confucio insegnò la seconda forma, non quella di Gesù. Ciò detto, la legge morale di Dio è nella coscienza di tutti gli uomini (Ro 2:14), quindi non sarebbe strano che un uomo arrivasse allo stesso concetto, che se vogliamo è alquanto semplice.

Tuttavia, una più attenta analisi, ci dimostra che la frase di Gesù ha delle implicazioni del tutto diverse. La forma di Confucio è un limitarsi a non fare agli altri ciò che non vogliamo che gli altri facciano a noi: è un comando passivo, che ci invita in qualche modo a non fare cose cattive agli altri. Ma non fare qualcosa di male non implica fare del bene. Ed è questa la ben più importante conseguenza dell’insegnamento di Gesù. Gesù si concentra sul dare e sul fare del bene, e non semplicemente sull’evitare di fare del male. Tutto quello che noi desideriamo che gli altri ci facciano, questo Gesù ci dice di fare agli altri. Al contrario della formula che insegna di “non fare”, la Regola d’Oro di Gesù implica sacrificio e altruismo da parte di chi segue la regola. Per dare e fare agli altri ciò che noi vorremo gli altri facessero e dessero a noi vuol dire privarci di tempo, soldi, beni e quant’altro, per darli ad altri.

Se da un lato il “non fare agli altri” si limita a un più semplice “non date fastidio agli altri e fatevi gli affari vostri”, dall’altro la regola di Gesù è votata a esprimere l’amore in pratica, con azioni altruiste e non egoistiche.

La regola d’oro di Gesù riflette il carattere benevolo, generoso e magnanimo di Dio.

La regola d’oro di Gesù è superiore, in quanto include la regola di Confucio. Mentre il viceversa non vale.

La differenza è netta.

O morte, dov’è la tua vittoria?

«O morte, dov’è la tua vittoria? O morte, dov’è il tuo dardo?» Ora il dardo della morte è il peccato, e la forza del peccato è la legge; ma ringraziato sia Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo.

1 Corinzi 15:55-57

Viviamo tempi così incerti. Tante persone stanno perdendo o hanno perduto i loro cari in una maniera atroce e straziante. Molti non hanno avuto nemmeno la possibilità di dirsi addio, né hanno avuto una salma su cui piangere. Il dolore della perdita è sempre il più struggente, il più acuto possibile. In queste ore ho letto tante storie orribili, il pianto ha caratterizzato i nostri ultimi mesi e la paura ogni singolo giorno.

Questo articolo è rivolto a tutti coloro che stanno soffrendo per la perdita di qualcuno; per coloro che stanno lottando con la malattia e per coloro che stanno seduti sul divano e non hanno alcuna certezza del futuro. La vostra sofferenza non passa indifferente. La forza che oggi vi sembra venire meno, non rimane incompresa. Ma è stata già sollevata, ha ricevuto già conforto.

Eppure vi chiedete, dov’è Dio in tutto questo?

Cos’è l’amore?

L’amore! Oh, l’amore! Qualcuno disse che «move il sole e le altre stelle!» Cosa è l’amore?

Molti lo interpretano come fosse solo un sentimento, forte e passionale al momento, ma facile a spegnersi come il lume di una candela. L’amore cangevole, universale, unisex, interscambiabile. Una cosa straordinariamente soggettiva, senza complicazione né impegno. Così visto, l’amore è come un gioco, uno scherzo da non prendere sul serio, un abito di marca deprezzato all’outlet. Quanto è confuso l’amore di oggi!

Su un libro straordinario è scritto che Dio è amore. Com’è allora l’amore di Dio che ha inteso sin dal principio per l’uomo?

Il Re di tutta la terra è mio amico

Oh Signore, Tu sei il Re di tutta la terra. Quanto è grande, Signore, che Tu conosci me.

Conosci ogni mio pensiero intimo, Tu sei mio amico. Il Re di tutta la terra è mio amico! Tu cammini con me Signore, e hai sempre tempo per me, quando ti chiamo. Tu sei il Re di tutta la Terra e io posso chiamarti in ogni momento. A volte Signore mi chiami per stare con Te. Tu, il Re di tutta la terra, vuoi passare del tempo con me. Quando sono spaventata e persa, posso contare su di Te. A volte Signore, Re di tutta la terra, io sono arrabbiata con Te, ma a Tu non ci dai peso e continui ad ascoltarmi.

A. W. Tozer

La solitudine del Cristiano

La solitudine del cristiano è il risultato del suo cammino con il Signore in un mondo senza Dio, un cammino che molto spesso lo porta lontano dalla compagnia dei buoni cristiani così come da quella del mondo impenitente. L’istinto, che Dio gli da, grida in cerca della compagnia di altri come lui, altri che possano comprendere i suoi desideri, le sue aspirazioni e il suo assorbimento nell’amore di Cristo; e poiché nel suo circolo di amici ce ne sono ben pochi che condividono le sue esperienze interiori, è costretto a camminare da solo. I desideri insoddisfatti dei profeti per la comprensione umana causarono loro di alzare grida nel loro malessere, e anche il nostro Signore soffrì nella stessa maniera.

L’uomo che è passato in presenza divina attraverso un’effettiva esperienza interiore non troverà molti che lo capiscano. Egli farà di certo parte di una sorta di fratellanza sociale mentre nell’attività regolare della chiesa si mischia alle persone religiose, ma la vera fratellanza spirituale sarà difficile da trovare. Non dovrebbe comunque aspettarsi che le cose siano diverse. Dopotutto, egli è uno straniero ed un pellegrino, e il viaggio che intraprende non è con suoi piedi ma nel suo cuore. […] Trova pochi che hanno la premura di parlare di quello che è l’oggetto primario del suo interesse, così rimane spesso silenzioso e preoccupato nel mezzo del frastuono delle chiacchiere da religiosi. Per questo, si guadagna la reputazione di essere noioso o troppo serio, tanto da essere evitato e il divario tra lui e la società si amplifica. È alla ricerca di amici, sui quali possa distinguere l’odore della mirra e dell’aloe e della cassia fuori dei palazzi d’avorio, e trovandone pochi o nessuno, lui, come la Maria del passato, conserva queste cose nel suo cuore. È questa stessa solitudine che lo riporta a Dio. […] La sua inabilità a trovare compagnia umana lo spinge a cercare in Dio ciò che in nessun altro luogo riesce a trovare.   

A.W.Tozer (Man, The dwelling place of God, cap. 39)

Contro la cupidigia e l’invidia

Nulla di ciò che ci è stato dato è nostro per diritto. Desiderare qualcosa non ci da il diritto di ricevere o soddisfare quel desiderio. Bisogna stare attenti a non trasformare quel desiderio nel nostro unico desiderio, o quel che è peggio, trasformarlo in un idolo che va soddisfatto. Dobbiamo invece guardare nelle nostre vite e considerare quello che abbiamo. Perché è stato dato a noi nello specifico, da Dio. Alcuni doni sono per me, altri sono per qualcun altro. Ciò che è stato dato a te, non necessariamente deve essere dato anche a me. Ciò che è normale per molti (avere uno sposo, un bambino o una casa di proprietà), non lo è necessariamente per altri. E viceversa. La chiave per la gioia è comprendere questo: ciò che voglio non è sempre ciò di cui ho bisogno; ciò di cui ho bisogno è ciò che ho; ciò che ho deve diventare ciò che voglio. Questo è vivere appieno e con gratitudine. E se mi venisse dato di più, allora ancor di più non desidererò ciò che non ho, ma ancora di più gioirò di quel che ho.

Un cuore gioioso è un cuore che riposa nell’accontentarsi e non richiede nulla in più di quello che già ha. Questo compiace il nostro buono e generoso Dio. Se siamo nel bisogno allora preghiamo e Dio provvederà (Matteo 6:25-34), ma fratelli, non compromettiamo il piacere di godere delle cose che abbiamo per il desiderio bruciante e consumante per le cose che non abbiamo.

Camminiamo retti e manteniamoci puri.

La pietà, con animo contento del proprio stato, è un grande guadagno. Infatti non abbiamo portato nulla nel mondo, e neppure possiamo portarne via nulla. (1 Timoteo 6:6-7)

Custodisci il tuo cuore – Parte II: come?

L’enfasi del nostro verso portante sta nella frase “più di ogni altra cosa”. Altre versioni, come la Diodati, traducono “con ogni cura”; la versione inglese invece riporta “con ogni diligenza”. Potremmo in breve dire che dovremmo:

  • Curarlo con ogni cura possibile
  • Difenderlo con ogni difesa possibile
  • Custodirlo con ogni custodia possibile

Un buon punto di partenza per fare ciò è chiedere a Dio, come il salmista ha fatto:

Esaminami, o Dio, e conosci il mio cuore. Mettimi alla prova e conosci i miei pensieri. Vedi se c’è in me qualche via iniqua e guidami per la via eterna. (Salmi 139:23-24)

Custodisci il tuo cuore – Parte I: perché?

È la prima volta che partecipo ad una conferenza per sole donne. Devo ammettere che ci sono andata abbastanza scettica, il che è perfettamente conforme alla mia natura. Eppure, il Signore mi ha sorpreso, in maniera dolce e bella (come è Suo solito fare!), così che di questa GBWA Kent Women Conference adesso ho un ricordo stupendo. E con grande desiderio voglio parlarne con voi, perché possiate come me trarre beneficio da ciò che ho ascoltato e ricordare questo messaggio importante, per applicarlo ogni giorno.

Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita” (Proverbi 4:23)

Buon Anno!

Buona fine e buon principio!

Un altro anno è passato.

Se conoscete il Signore Gesù, e non intendo conoscerlo come figura storica, ma una conoscenza salvifica di Cristo come proprio Signore e Salvatore, una conoscenza da peccatore che ha la certezza dei suoi peccati tanto quanto ha fede solo e unicamente nel fatto che il sacrificio di Cristo è sufficiente a cancellarli tutti, in toto, per sempre. Se conoscete il Signore Gesù — dicevo — ringraziatelo per tutto ciò che ha fatto (1 Tessalonicesi 5:18)

Se non Lo conoscete, be’, ringraziatelo ugualmente, poiché l’intero creato sussiste in Lui (Colossesi 1:17) e perché «egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti» (Matteo 5:45).

Se bramate un mondo dove morte, sofferenza, dolore, conflitto e male non esistono, allora bramate I Nuovi Cieli e La Nuova Terra (Apocalisse 21:1). Sappiate dunque, se non lo sapete già, che l’unica via per arrivarvi è nascere di nuovo (Giovanni 3:3), per grazia attraverso la fede in Gesù (Efesini 2:8-9).

Cosa aspettate? Avete soltanto questa vita a disposizione (Ebrei 9:27) per fare questa scelta; la scelta più importante della vostra vita.

Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà, 26 e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo (Giovanni 11:25-26)

David Wood battezza il suo amico Nabeel Qureshi

Arrivederci Nabeel

Nabeel Qureshi, nato il 13 aprile del 1983, ci ha lasciato il 16 settembre 2017, dopo poco più di un anno passato a battagliare — con fede e medici — un cancro aggressivo allo stomaco diagnosticatogli nell’agosto dell’anno scorso.

Mi rendo conto che Nabeel Qureshi potrebbe non essere molto — se non affatto — conosciuto in Italia, ma è mio sincero desiderio commemorarlo, avendo egli fatto parte della mia vita, del mio percorso di fede e del mio training (ancora e per sempre in corso) come apologeta. Pur non avendolo mai incontrato personalmente, Nabeel è stato più reale e influente nella mia vita di tantissimi altri.

A dimostrazione della grandezza di Dio, della natura della Chiesa e del lavoro dello Spirito Santo, il suo amore, sempre vivido in tutto ciò che faceva per servire il Signore, è arrivato fino a noi, e il bene che mia moglie e io abbiamo provato — e ancora proviamo — per lui è davvero grande. Altrettanto grande è la tristezza che sentiamo sapendo che non apparirà più sul suo canale YouTube, che non sarà più in giro per il mondo a evangelizzare e dibattere, che non scriverà più libri, che — in questa vita — non avremo possibilità di incontrarlo, e che non potrà essere il padre e il marito che desiderava tanto essere per Ayah e Michelle.

Ma il nostro conforto è in Dio e nel Vangelo di Cristo, che ci dà la certezza che Nabeel è vivo anche ora (2 Corinzi 5:1-8), che il suo dolore è finito, le sue lacrime asciugate per l’ultima volta, e che risorgerà con corpo glorificato per passare la vita eterna con tutti noi e col nostro Dio (Apocalisse 21:3), Colui che ci ha riscattati col Suo Sangue, il Signore Gesù Cristo.

Sappiamo pure che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato intelligenza per conoscere colui che è il Vero; e noi siamo in colui che è il Vero, cioè, nel suo Figlio Gesù Cristo. Egli è il vero Dio e la vita eterna. (1 Giovanni 5:20)

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