È per grazia che siete stati salvati, mediante la fede

Mese: Marzo 2026

Il panenteismo e il crollo della moralità

Il panteismo e il panenteismo hanno riacquistato vigore nella cultura occidentale contemporanea, spesso senza essere nominati come tali. Queste visioni vengono abitualmente introdotte nella coscienza pubblica attraverso una varietà di canali culturali: la spiritualità New Age, alcune correnti dell’ambientalismo (comprese le espressioni ideologiche presenti nel movimento vegano) e appropriazioni più ampie del pensiero religioso orientale. Vengono frequentemente divulgate attraverso il cinema hollywoodiano, le narrazioni di fantascienza e i film di arti marziali o di ambientazione orientale, dove il divino è rappresentato come una forza impersonale che permea tutte le cose.

Di conseguenza, molte persone assorbono le assunzioni panenteistiche in modo intuitivo piuttosto che argomentativo. Di Dio si parla come de «l’universo», dell’«energia» o del «divino presente in tutte le cose», pur ritenendolo vagamente superiore al mondo. Questo fascino intuitivo, tuttavia, non esime il panenteismo dall’esame filosofico e teologico. Esaminato con attenzione, esso si rivela internamente instabile — in particolar modo riguardo alla moralità, al male e alla perfezione divina.

O Dio o l’assurdo

Introduciamo un obiettore teorico. È intelligente, articolato, moralmente indignato dal male e fermamente convinto di una visione del mondo atea. Sostiene che la moralità è reale, che alcuni atti sono sempre sbagliati e che Dio, se esiste, deve rispondere a un esame morale. È convinto che la sua posizione sia tanto umana quanto razionale.

Gli cediamo la parola.

Il Vangelo non è un buon consiglio da seguire, ma una buona notizia a cui credere

Nei circoli evangelici moderni, sentiamo spesso un messaggio che suona profondamente pio:  “Se vuoi essere salvato, devi affidare ogni ambito della tua vita a Dio. Devi mettere tutto sull’altare. Devi pagare il prezzo del discepolato per ricevere il dono della salvezza”.

Sebbene questi sentimenti possano mirare a produrre seguaci devoti di Cristo, spesso oscurano inavvertitamente il cuore stesso del Vangelo. Come ha sottolineato Harry Ironside, quando poniamo la nostra “piena resa” come condizione per la salvezza, non stiamo predicando il Vangelo, ma una “variante gravosa” che si basa sullo sforzo umano piuttosto che sul compimento divino.

“Quando qualcuno promette la salvezza a coloro che “si arrendono completamente” a Dio con tutto ciò che hanno e che “pagano il prezzo della salvezza”, sta predicando un altro Vangelo, perché il prezzo è stato pagato sulla croce del Calvario e l’opera che salva è compiuta. È stato Cristo Gesù a arrendersi completamente quando ha offerto la Sua vita sul Calvario, che ci salva, non la nostra resa in alcun modo a Lui”.

— HA Ironside

Quando la crisi morale della Chiesa fu svelata

Di recente, i miei pensieri sono tornati ai “tempi del Covid” per diversi motivi. Il fratello del mio idraulico si è ammalato l’anno scorso e gli è stata diagnosticata una miocardite. È interessante notare che la prima domanda che i medici dell’ospedale gli hanno rivolto è stata: “Quante dosi di vaccino contro il Covid hai ricevuto?”. Questo è in netto contrasto con l’emarginazione di coloro che ipotizzavano un collegamento tra il vaccino e queste patologie.

Mi sono imbattuto anche in un video di Charlie Kirk che mi ha ricordato in modo sottile la disparità durante il Covid. Ha sottolineato che, mentre la Chiesa era considerata non essenziale, gli strip club e “servizi” simili erano consentiti.

Inoltre, un articolo della nostra amica Amy di Projects4Missions mi ha ricordato la situazione attraverso la sua analisi delle pratiche tipiche dei regimi totalitari. 

Il battesimo dello Spirito

Se confrontate pentecostali, riformati ed evangelici in senso più ampio, scoprirete rapidamente che il “battesimo nello Spirito Santo” funziona come una sorta di test di Rorschach teologico. Per alcuni è un evento drammatico che segue la conversione, marcato dal dono delle lingue; per altri è semplicemente un altro modo per chiamare la conversione; per altri ancora è un sacramento legato al battesimo in acqua. Tutte queste posizioni rivendicano di essere “bibliche”, ma spesso leggono porzioni diverse della Sacra Scrittura, come se fossero sistemi autosufficienti.

In ciò che segue voglio dimostrare che, se lasciamo che siano le stesse strutture del Nuovo Testamento a guidarci, arriviamo a un quadro sorprendentemente coerente. Paolo ci presenta un unico battesimo nello Spirito, universale e una tantum, che coincide con la conversione. Luca, negli Atti, racconta una serie di eventi che segnano la transizione da un patto all’altro, e descrive contestualmente questo unico dono riversato su diversi gruppi. Sulla base di questi due esempi, possiamo affermare sia l’ universalità del battesimo nello Spirito, sia la realtà potente del “riempimento dello Spirito Santo”, senza trasformare entrambi i gruppi in una nuova classe di cristiani.

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