Il Corano afferma di essere la rivelazione finale e definitiva di Allah. Ma questa affermazione porta con sé una contraddizione interna che vale la pena esaminare con attenzione.

Il Corano e la Bibbia

Il Corano riconosce esplicitamente le Scritture ebraiche e cristiane come rivelazione divina autentica. Alcuni passi a riguardo:

  • «Di’ [o Maometto]: “Noi crediamo in Allah e in ciò che è stato rivelato ad Abramo, ad Ismaele, ad Isacco, a Giacobbe e alle tribù, e in ciò che è stato dato a Mosè e a Gesù, e in ciò che è stato dato ai profeti dal loro Signore; non facciamo distinzione alcuna tra loro e a Lui ci sottomettiamo”» (Corano 3:84)
  • «O voi che credete, credete in Allah, nel Suo Messaggero e nel Libro che Egli ha rivelato al Suo Messaggero, e nel Libro che ha rivelato prima» (Corano 4:136)
  • «Invero abbiamo rivelato la Torà, che contiene guida e luce» (Corano 5:44)
  • «Questo Corano non poteva essere inventato da nessuno al di fuori di Allah: è la conferma di ciò che venne prima di esso» (Corano 10:37)
  • «Non discutete con la Gente del Libro se non nel modo migliore […] e dite: “Crediamo in ciò che è stato rivelato a noi e in ciò che è stato rivelato a voi”» (Corano 29:46)

Il Corano afferma inoltre che le parole di Allah sono immutabili e inviolabili:

  • «Nessuno può cambiare le parole di Allah» (Corano 6:34)
  • «La parola del tuo Signore si è compiuta nella verità e nella giustizia; nessuno può mutare le Sue parole» (Corano 6:115)

Questi due elementi — l’autenticità riconosciuta delle Scritture precedenti e l’immutabilità della parola di Allah — costituiscono le premesse del dilemma che segue.