Halloween

Tra meno di un giorno si celebrerà una della poche festività che divide il mondo cristiano. Stiamo parlando di Halloween. Per alcuni infatti, si tratta di un innocente giorno dell’anno in cui travestire i propri bimbi e fare qualche scherzo. Per altri invece rappresenta un ulteriore elogio alla profanità, una festività dove i bimbi sono incoraggiati a prender parte a pratiche pagane e occulte.

Halloween: una breve storia

Oggi Halloween è festeggiato in quasi tutto il mondo. Bambini e adulti si travestono da diavoli, streghe, morti viventi e quanto altro, andando in giro per le case a chiedere trick or treat, scambiarsi dolcetti o scherzetti. Il mondo del male è inevitabilmente associato ad Halloween; lo si celebra, lo si onora attraverso il riso e lo scherzo. Ma alcuni lo prendono più seriamente e durante quella notte rievocano spiriti, si uniscono per maledire e fare rituali occulti. Non è un caso che durante la notte di Halloween le autorità riportino un crescendo straordinario di atti vandalici, furti, crimini di ogni genere. Ma come si è arrivati a questo?

La moderna festività prese piede in America intorno al 1900, quando immigrati irlandesi e scozzesi portarono la tradizione di Halloween negli Stati Uniti. Ma le sue origini sono riconducibili alle tradizioni che le antiche culture celtiche nel nord europa praticavano già da circa duemila anni. Si tratta del festival chiamato Samhain in onore dei defunti, ai quali venivano offerti grandi quantitativi di raccolto e animali (alcuni riportano persino sacrifici umani). Le offerte servivano a placare gli spiriti dei morti (da cui deriva l’usanza moderna del trick or treat), che si credevano uscissero dalle tombe per tormentare i vivi. Sebbene in realtà non vi siano documenti scritti in antico celtico che descrivano questa festività, in alcuni documenti romani scritti intorno al periodo della conquista delle terre celtiche, si trovano accenni al Samhain; sotto il dominio di Roma questa festività fu influenzata da due festività di tradizione romana: la prima era chiamata pomona e celebrava i raccolti; la seconda era detta feralia che celebrava, appunto, i morti. Curioso che entrambe il Samhain e la Feralia venissero celebrate alla fine di ottobre!

Le ragioni cristiane invece risalgono a circa il 600 d.C., quando la festività pagana fu incorporata nelle pratiche cristiane: Papa Bonifacio IV istituì il giorno di Ognissanti il 13 Maggio, più tardi datato al 1 Novembre da Papa Gregorio III. In questo giorno si usava (e si usa ancora oggi) commemorare santi e martiri. Tuttavia, c’è chi in realtà dichiara che l’onorare i santi e i martiri sia la festività originale (e almeno il nome odierno, Halloween appunto, deriva decisamente dall’inglese che sta per Vigilia di Ognissanti: All Hallows’ Eve) e che solo successivamente essa sia diventata una festa pagana: secondo questa visione, già a partire dal II secolo dopo Cristo si usava commemorare i martiri cristiani recandosi sul luogo dove questi erano stati uccisi.1

Appare abbastanza curioso, a questo punto, che nonostante il nome di Halloween si riferisca a tutti i santi e a questi sia dedicata la data del 1 Novembre, nel mondo pagano invece si celebrino i morti, festività che invece i cattolici hanno riposto al 2 Novembre.

Altre culture hanno il “giorno dei morti”

Quale che sia la vera origine di Halloween, appare comunque significativo che molte altre culture nel mondo abbiano un giorno dedicato ai morti2 (spesse volte coinvolgendo sacrifici vari) e per giunta, durante lo stesso periodo (tra la primavera e l’autunno). Difficile chiamarla coincidenza; nelle Americhe, ad esempio, questa festività ha tante diverse sfumature, ma il tema principale è sempre lo stesso: in Messico, abbiamo il Giorno dei Morti (El dia de los muertos) di tradizione azteca; il Guatemala pure ha il suo giorno dei morti; i brasiliani festeggiano Finados (giorno dei morti) e così la Bolivia ha il suo Giorno dei Teschi. Anche in Asia abbiamo molti esempi: in Cina si festeggia il Festival degli Spiriti, dove si fa omaggio ai propri antenati; in Giappone c’è O-Bon e persino in Vietnam ve n’è una variante chiamata Tet Trung Nguyen. In Korea abbiamo il Chuseok o Hankawi, in cui gli antenati vengono ritualizzati e poi ancora nelle Filippine si festeggia pulendo e restaurando le tombe dei trapassati…e la lista continuerebbe molto lunga! Nel mondo ebraico, invece, abbiamo lo Yom Kippur (Giorno dell’espiazione) che non ha nulla a che fare col celebrare i morti, ma tra Settembre ed Ottobre, si dedica un giorno all’introspezione, al pentimento e alla propiziazione mediante sacrificio per i propri peccati. Un giorno istituito da Dio stesso.

Perché i sacrifici?

Il sacrificio nella Bibbia è legato al peccato e alla morte. Il primo sacrificio fu effettuato da Dio stesso (Genesi 3:21), quando Adamo ed Eva peccarono contro Dio. La creazione perfetta di Dio era stata macchiata di peccato e a ciò conseguiva la morte. (Genesi 1:31; Deuteronomio 32:4, Romani 5:12). La Bibbia ci dice che la punizione per i peccati è la morte (Romani 6:23; Ebrei 9:22) Ecco perché tutti noi moriamo – perché tutti noi pecchiamo (Genesi 3:19; Romani 3:23). Poiché avevano peccato, Adamo ed Eva si vergognavano della loro nudità, e sebbene avessero tentato di coprirla (o coprire il loro peccato) vestendosi di foglie, fu il Signore a provvedere per loro una veste fatta di pelli di animale (primo sacrificio) per coprire la loro vergogna o meglio, il loro peccato. Similmente, Abele offrì sacrifici a Dio dal suo gregge (Genesi4:4) e Noè fece lo stesso, dopo il diluvio. Più tardi gli Israeliti fecero altrettanto, offrendo agnelli o colombe etc. come Dio li aveva istruiti di fare. Ma il sangue di animali non può rimuovere il peccato per sempre, può solo coprirlo temporaneamente (Ebrei 10:4), per questo, un sacrificio ben più grande sarebbe stato perpetrato: l’immenso sacrificio che Dio stesso ha offerto (come dimostrò Egli stesso nell’Eden) per l’umanità, suo figlio, Gesù il Cristo – il perfetto “agnello” di Dio (Ebrei 9:26, 10:12) che fu immolato per tutti coloro che pongono la propria fede in Lui, per ricevere la vita eterna (Giovanni 3:16-18).
Nella maggior parte delle celebrazioni dei morti vi sono sacrifici. Questo ci dà la nozione che è comune a molte tradizioni del mondo il concetto di “sacrificio” a Dio, come atto espiatorio. Nel mondo cristiano questo non dovrebbe sorprendere, dato che tutti i gruppi di persone discendono da coloro che abitavano Babele; quando poi Dio confuse le lingue, ognuno migrando verso terre lontane, ha portato con sé questa pratica di espiazione.
Tutte queste informazioni possono dare spunto a noi Cristiani, non solo di rispondere in modo adeguato ad un culto (quello dei morti) discutibile ma, più importante, ci da modo di preparare il terreno per parlare del Vangelo di Gesù Cristo.

Quale dovrebbe essere quindi la risposta cristiana ad Halloween?

  1. Evitare di prender parte al moderno Halloween, poiché “quale comunione (c’è) tra la luce e le tenebre?” (2 Corinzi 6:14)
  2. Spesso ignorato all’interno dello stesso mondo protestante è il Giorno della Riforma. È stato proprio alla Vigilia di Ognissanti (così infatti era conosciuto il giorno all’epoca) che Martin Luther affisse le famose 95 tesi alla porta della chiesa del castello di Wittemberg nell’ormai lontano 1517. Questo giorno è una commemorazione religiosa ufficiale nell’ambiente protestante. Ricordarlo e celebrare come la gloriosa luce del Vangelo di Gesù Cristo (2 Corinzi 4:4) fu riportata al centro del Cristianesimo non può che essere un ottimo modo di rispondere al moderno Halloween che glorifica la morte e l’oscurità.
  3. Cercare di organizzare gruppi di preghiera o un servizio in chiesa dedicato: durante la notte di Halloween infatti, è riportato, come è accennato più su, un numero straordinario di reati di ogni sorta probabilmente come conseguenza spirituale alla celebrazione di tutto ciò che è oscurità e violenza e morte. Pregare contro tali cose è doveroso e potente.
  4. Farne un giorno di preghiera per i santi perseguitati in tutto il mondo.
  5. Considerare di dare volantini – con o anche senza cioccolatini – con su il Vangelo.
  6. Predicate il Vangelo alla prima occasione.

Ricordate che la morte è una terribile realtà, è la punizione per il nostro peccato. E ciò che ne consegue è separazione totale da Dio, l’origine e fonte della nostra vita. Ma il dono di Dio è la vita per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore. (Romani 6:23)


  1. Ed effettivamente non si può negare l’esistenza di documenti che riportano tali commemorazioni, come la commemorazione del martirio Policarpo di Smirne (Hallowe’en: A short history). 
  2. Halloween History and the Bible