Religione e ragione

«Dott. Ravine, la vostra insinuazione che la religione è completamente priva di ragione è del tutto fallace e ignora totalmente gli scritti razionali di studiosi come Josh McDowell e C. S. Lewis! La teologia viene ragionata dalle scritture da secoli e da altrettanti secoli le critiche bibliche vengono confutate e voi vi comportate come se qualcuno avesse scoperto l’atomo e questo avesse provocato il collasso della teologia Cristiana! Ma per favore!

Uno dei precetti principali del credo deista che è accettato anche dal teismo Cristiano è che Dio può essere dedotto razionalmente dal Creato.

Se da un lato noi Cristiani accettiamo la Bibbia come rivelazione di Dio all’umanità attraverso ispirazione divina, dall’altro riconosciamo l’universo stesso come una delle più grandi testimonianze1 e argomentazioni a favore del teismo. Ma – un passo oltre il deismo – noi riconosciamo che è l’abilità dell’uomo di ragionare e la sua universale, intrinseca, tendenza alla moralità a essere la più grande testimonianza per un Dio che è moralmente preoccupato e interessato all’esistenza dell’umanità e a interagire con essa.

Il fatto che ragioniamo è la più grande prova a favore del soprannaturale! L’utilizzo di parole come “deve” o “dovrebbe”, persino nella scienza, non ha assolutamente alcun significato a meno che non si accetti che il pensiero razionale è un’abilità divina al di fuori del reame del materialismo naturalistico.

Nessuna spiegazione dell’origine dell’universo può essere vera se essa non garantisce anche la possibilità che la nostra capacità di pensare sia reale e affidabile. Una teoria che spiegasse tutto il resto nell’intero universo, ma che rendesse impossibile credere che la nostra abilità di pensare sia valida, sarebbe totalmente ridicola! Questo perché la teoria stessa sarebbe stata elaborata attraverso la nostra capacità di ragionare, e se questa non è valida (o non v’è modo di sapere se lo sia), la teoria stessa si auto-distrugge.

Il naturalismo post-illuminista afferma che tutti i nostri processi mentali sono determinati interamente del moto degli atomi nei nostri cervelli. Se ciò fosse vero, non ci sarebbe alcuna ragione di supporre che ciò che crediamo sia vero…e quindi nessuna ragione di supporre che i nostri cervelli siano effettivamente composti di atomi!

Voi dite “Il vero studio dell’umanità è l’uomo!”. Be’, Dott. Ravine, quando noi studiamo l’uomo troviamo che la sua ricerca razionale della verità dipende da atti di conoscenza e discernimento che non hanno alcuna validità nel puro materialismo naturalistico. Per quanto mi riguarda, l’Età della Ragione è servita solo a rafforzare i fondamenti teologici. È la Ragione a essere sotto processo, qui. La Ragione è il nostro punto di inizio. La Ragione perde tutte le sue credenziali razionali non appena si ipotizza che è unicamente il risultato di cause non razionali.

Se la Ragione è soprannaturale – che uno scelga di credere nei miracoli Cristiani o in qualsiasi altro miracolo – la porta del naturalismo è sfondata una volta e per sempre e i miracoli vanno giudicati in base ad altri criteri, come ad esempio la persona storica di Gesù Cristo, piuttosto che in base al fatto che il soprannaturale sia possibile o meno. La discussione quindi è sul decidere se un particolare evento miracoloso è storicamente credibile o meno, non se il miracolo in sé sia possibile o meno.»2


  1. Ndr: poiché quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro; infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo, essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili, (Romani 1:19-20) 
  2. L’autore sembra aver liberamente preso in prestito gran parte di questo discorso da affermazioni reali di C. S. Lewis e J. B. S. Haldane.