La triplice natura della tentazione

E la donna vide che l’albero era buono da mangiare, che era piacevole agli occhi e che l’albero era desiderabile per rendere uno intelligente; ed ella prese del suo frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito che era con lei, ed egli ne mangiò. (Genesi 3:6 LND)

Il successo che Satana ebbe nel tentare Adamo ed Eva quando li persuase a ribellarsi contro la Parola di Dio nel Giardino dell’Eden, l’ha spinto a usare la stessa tecnica ripetutamente dall’allora. Con questa triplice tentazione, fa gola al corpo, all’anima e allo spirito. Prima tenta con appetiti carnali (“buono da mangiare”), poi con risposte emotive (“piacevole agli occhi”), e infine coll’orgoglio spirituale (“rendere uno intelligente”).

Giovanni chiama questi desideri “la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita” (1 Giovanni 2:16). Giacomo li definisce “terren[i], natural[i] e diabolic[i]” (Giacomo 3:15).

Satana tentò perfino Cristo con le stesse tentazioni nel deserto: «Se tu sei Figlio di Dio, ordina che queste pietre diventino pani» (Matteo 4:3). Ovvero, “soddisfa la tua fame fisica”. «Gettati giù» dal «pinnacolo del tempio» (Matteo 4:5-6), così da poter godere della sensazione esilarante di essere riportato su dagli angeli. «Tutte queste cose ti darò» (Matteo 4:9) senza dover andare sulla croce, provocò Satana.

Cristo, tuttavia, superò la prova, citando in ogni occasione un verso delle Scritture appropriato per ottenere la vittoria. Oggi, quando siamo tentati, noi possiamo trarre forza dalla Sua e seguire il Suo esempio. “Beato l’uomo che sopporta la prova; perché, dopo averla superata, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promessa a quelli che lo amano.” (Giacomo 1:12). “Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscirne, affinché la possiate sopportare.” (1 Corinzi 10:13).