Il Semaforo Rosso

Stamattina, con mia moglie, si leggeva di una persona che diceva di aver creduto in Cristo quando era giovane, intorno ai 20 anni. Tuttavia, la motivazione di questa persona era preoccupante; diceva, infatti, di averlo fatto per timore di andare all’inferno.

Personalmente, ho una grande difficoltà con un tale tipo di motivazione. Faccio fatica a credere che una conversione a motivo della paura della punizione del Signore sia una conversione genuina che porti realmente alla nuova nascita (Giovanni 3:3). Sebbene non possa conoscere veramente ciò che è nei cuori delle persone – e questo lo lascio al mio Dio – come linea guida funziona piuttosto bene. E tale linea guida mi dice che una conversione genuina è mossa dall’amore per Dio e ciò che Gesù ha fatto sulla croce; il che scaturisce automaticamente quando si realizza la giustizia di Dio e la corruzione inguaribile dell’animo umano, che non può essere lavato e liberato se non per mezzo del sangue di Gesù.

Vedete, è un po’ come il doversi fermare al semaforo rosso. Diciamo che abbiamo passato la vita a passare col rosso, convinti che fosse normale. Un giorno ci viene detto che dall’indomani riceveremo una multa salata per ogni volta che passiamo col rosso, poiché è reato. Se iniziamo a fermarci al rosso solo perché vogliamo evitare la multa, nulla è cambiato, poiché in fondo continuiamo a pensare che se non fosse per la multa, passeremmo tranquillamente. Ma se invece iniziamo a fermarci al rosso perché realizziamo che è realmente sbagliato fare altrimenti, allora riconosciamo la giustizia della punizione associata coll’infrangere la legge. E questo è un vero cambiamento, che ci porta a fermarci al rosso a prescindere dalla multa.

Arrendersi a Cristo per paura della punizione e non per amore della giustizia di Dio è la stessa cosa. Come si può amare i precetti di Dio e il sacrificio di Gesù senza comprendere che la legge di Dio è perfetta e ogni sua violazione è un crimine giustamente punito?

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