Il Peccato di Onan

Giuda prese per Er, suo primogenito, una moglie che si chiamava Tamar. Ma Er, primogenito di Giuda, era perverso agli occhi del Signore; e il Signore lo fece morire. Allora Giuda disse a Onan: «Va’ dalla moglie di tuo fratello, prenditela in moglie come cognato e suscita una discendenza a tuo fratello». Onan, sapendo che quei discendenti non sarebbero stati suoi, quando si accostava alla moglie di suo fratello, faceva in modo d’impedire il concepimento, per non dare discendenti al fratello. Ciò che egli faceva dispiacque al Signore, il quale fece morire anche lui. (Genesi 38:6-10)

Il presunto peccato

Soprattutto in ambito cattolico romano, il peccato di Onan è stato frainteso e strumentalizzato a tal punto che nella lingua italiana, come in molte altre lingue, abbiamo un termine che è derivato direttamente dal nome del figlio di Giuda: onanismo. Ultimamente mi è capitato di nuovo di leggere la stessa interpretazione, ma da parte di un ministero evangelico. Chi supporta questa interpretazione si concentra sul fatto che il passaggio dice che Onan «faceva in modo d’impedire il concepimento» e quindi ne deducono una condanna esplicita di ogni forma anticoncezionale.

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Le Lingue e la Parola di Dio

Le lingue sono il solo dono dello Spirito che può essere più facilmente contraffatto. Per coloro che, senza spirito critico, ne accettano qualsiasi manifestazione come se fosse dal Signore, l’enfasi è sull’esperienza anziché sulla Parola di Dio. Eppure Pietro punta a una più salda parola profetica – Le Scritture – piuttosto che all’esperienza, persino alla luce di un’esperienza come quella sul Monte della Trasfigurazione (2 Pietro 1:16-21): “Sappiate prima di tutto questo: che nessuna profezia della Scrittura proviene da un’interpretazione personale; infatti nessuna profezia venne mai dalla volontà dell’uomo, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo.” (2 Pietro 1:20-21)The Berean Call, Apples of Gold, 5/9/2015

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La Pace

Nella sua prima venuta, Cristo è venuto con un’offerta di pace tra l’uomo e Dio (Romani 5:1) e non tra uomini e uomini (Matteo 10:34). Anzi, chi accetta la prima offerta (Giovanni 1:12-13) automaticamente si troverà in guerra con coloro che scelgono di rimanere ostili a Dio (Giacomo 4:4).

Nella sua seconda venuta, Cristo verrà a regnare per mille anni sulla terra (Apocalisse 20:1-6). Durante questo periodo, non vi sarà influenza satanica nel mondo, ma, a parte coloro appartenenti alla prima resurrezione, l’uomo sarà ancora nel suo stato naturale e la pace sarà forzata sulla terra da Cristo (Salmi 2:8-9) che interverrà direttamente tra le nazioni.

Alla fine del Millennio, dopo l’ultima ribellione e sconfitta finale di Satana (Apocalisse 20:7-10), e dopo il giudizio finale, si entrerà in uno stato di pace eterna, tra Dio e gli uomini e tra gli uomini stessi. (Apocalisse 21).

L’egoismo ateo

La Parola di Dio afferma che chiunque neghi l’esistenza del vero Dio, lo fa su basi emotive e non su basi razionali.

Lo stolto ha detto in cuor suo: «Non c’è Dio». Sono corrotti, fanno cose abominevoli; non c’è nessuno che faccia il bene. (Salmi 14:1)

Infatti, Dio è il fondamento di intelligenza, conoscenza, saggezza e istruzione.

Il timore del Signore è il principio della scienza; gli stolti disprezzano la saggezza e l’istruzione. (Proverbi 1:7) Il principio della saggezza è il timore del Signore, e conoscere il Santo è l’intelligenza. (Proverbi 9:10)

Tutti conoscono il vero Dio e chi lo nega (sia egli ateo o di altra religione) non fa altro che soffocare la verità che conoscono a pieno con scuse irrazionali e col peccato (Romani 1:18-25).

Non è dunque una sorpresa che oggigiorno molti cosiddetti atei (i “Nuovi Atei”) e scettici sono profondamente e intenzionalmente ignoranti del Cristianesimo, degli insegnamenti biblici e della natura stessa di Dio. E aggiungerei filosoficamente vuoti, grazie allo scientismo rampante.

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Giudice, legislatore, re, salvatore

Poiché il Signore è il nostro giudice, il Signore è il nostro legislatore, il Signore è il nostro re, egli è colui che ci salva. (Isaia 33:22)

In questo passaggio di Isaia il Signore viene identificato come:

  • Giudice
  • Legislatore
  • Re
  • Salvatore

Il termine qui tradotto tradizionalmente Signore è conosciuto come tetragramma, ovvero YHWH, oggi spesso reso come Yahweh (Iavè) or Jehovah (Geova). È il nome del Dio vivente che gli Ebrei già secoli prima di Cristo avevano smesso di pronunciare, sostituendolo con Adonai (Signore, da cui la tradizione ancora oggi di rendere il tetragramma con tale titolo) o HaShem (“Il Nome”), per eccesso di zelo nel cercare di evitare di usare il nome di Dio invano (Esodo 20:7).

Secondo il culto eretico dei Testimoni di Geova, questo sarebbe l’unico vero nome di Dio, mentre Gesù non è Dio, ma “un dio”, secondo loro l’arcangelo Michele (nonostante sia scritto chiaramente: Infatti, a quale degli angeli ha mai detto: «Tu sei mio Figlio, oggi io t’ho generato»? e anche: «Io gli sarò Padre ed egli mi sarà Figlio»? (Ebrei 1:5)).

Ma diamo un’occhiata a cosa Gesù stesso e gli apostoli dicono riguardo Cristo il Signore.

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Figlie di Eva

La donna biblica (partendo dalla Genesi) che vorrei mia figlia diventasse

Che noi, figlie redente di Eva, possiamo sradicare ogni influenza ingannevole, sia interiore che esteriore, ponendo la nostra fiducia e obbedienza nella Parola perfetta di Dio e insegnando alle generazioni future a fare altrettanto.

Mia figlia è una bimba ai primi passi, vivace e farfugliante, ma non è troppo piccola perché le parli della sua bis bis bis…bisnonna Eva. Di sera si eccita tutta al pensiero di passare del tempo con la Bibbia, la mamma e il papà e guarda attentamente tutte le figure mentre le leggiamo le Scritture. Durante riflessioni brevi, tra un cambio di pannolino e la pulizia del seggiolone, io mi sento attanagliata dalla responsabilità di mostrarle cosa significa essere «una donna che teme il Signore» (Proverbi 31:30), cosa che lei di certo non imparerà dalla cultura che la circonda. Man mano che crescerà dovrò insegnarle ad affermare e discutere della Genesi, poiché in essa troviamo le fondamenta di ciò che vuol dire essere donna secondo la Bibbia.

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Indottrinamento e pensiero critico

Il dizionario della lingua italiana Sabatini-Colletti definisce il termine indottrinamento nel modo seguente:

indottrinamento [in-dot-tri-na-mén-to] s.m.
Educazione ideologica condotta in modo metodico, così da determinare una persuasione profonda e un’adesione acritica.

Il termine è usato, con ovvia connotazione negativa, per indicare un’opera di convincimento forzato senza la messa in discussione da parte di chi viene indottrinato.

In Italia soprattutto, ma di certo anche nel resto del mondo, il termine è spesso usato in congiunzione con l’argomento religione, (soprattutto col Cristianesimo) da quegli atei che sono ossessionati con Dio (ironia) e vivono col timore (immaginario) di essere perseguitati da un clero (perché l’ateo medio ha familiarità solo con forme ritualistiche del Cristianesimo, come il Cattolicesimo in Italia, che tanto si discostano dalla Cristianità biblica) che vuole indottrinarli con la propria religione.

In opposizione all’indottrinamento è spesso posto il pensiero critico. Il pensiero critico non ha un’unica definizione, ma cercherò di fornirne una soddisfacente:

[Il pensiero critico è] analisi e valutazione oggettiva di una questione al fine di formare un giudizio.1 […È] un tipo di pensiero caratterizzato dai processi mentali di discernimento, analisi, e valutazione. Comprende processi di riflessione su aree tangibili ed intangibili con l’intento di formare un giudizio solido […] Il pensiero critico si fonda sul tentativo di andare al di là della parzialità del singolo soggetto […]2

Andiamo ad analizzare vari aspetti della questione, nello specifico:

  • il pensiero critico nel Cristianesimo;
  • l’impossibilità assoluta di indottrinare il Cristianesimo.

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