Il futuro di Israele e Geremia 33:14-26

Molti Cristiani aderiscono alla Teologia della Sostituzione (per quanto molti di loro rifiutino quest’etichetta o persino il concetto stesso). Questa posizione è di solito comune nell’ambiente del Cristianesimo Riformato, ed è essenzialmente un’eredità della chiesa cattolica romana. Coloro che aderiscono alla Teologia della Sostituzione hanno speso tantissime energie nel cercare di dimostrare che la nazione di Israele non ha più un ruolo centrale nei piani di Dio e non sarà mai il “quartier generale” del Regno Messianico che deve venire. A seconda di dove vivete la vostra cristianità quotidiana, questa posizione potrebbe essere più o meno diffusa. Come forse alcuni di voi sapranno, la mia famiglia ed io viviamo attualmente in Inghilterra, dove le chiese con questa posizione teologica sono un gran numero.

Eppure, io ritengo che Dio comunichi sempre nella maniera più semplice possibile; credere che Dio abbia rivelato tutta una serie di cose ai profeti antichi, ma che tali cose sarebbero finite col significare tutt’altro “alla luce del nuovo testamento” equivale a credere che Dio è un’ingannatore.

A tale riguardo voglio commentare un passaggio dal libro di Geremia.

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L’eresia del Purgatorio

Recentemente sono incappato nella notizia che Susan Tassone, scrittrice cattolica, ha raccolto due milioni di dollari per le anime del Purgatorio. Onestamente, sono rimasto di stucco, perché non pensavo esistessero raccolte fondi del genere e di tali proporzioni.

La chiesa romana ha nei secoli assorbito tante dottrine non bibliche, ma il Purgatorio resta, per me, tra le sue dottrine più chiaramente eretiche. L’Enciclopedia Cattolica definisce il Purgatorio così:

Stato ultraterreno, duraturo fino all’ultimo giudizio, in cui le anime di coloro, che sono morti in Grazia, ma con imperfezioni o peccati veniali o pene temporali da scontare per i peccati gravi rimessi, espiano e si purificano prima di salire in paradiso (Enciclopedia Cattolica, vol. 10, p. 330)1

La dottrina del Purgatorio non è nemmeno lontanamente citata nella Bibbia. È fin troppo chiaro, nella Parola, che l’uomo possiede solo questa vita per pentirsi davanti a Dio e chiedere salvezza; dopodiché viene il giudizio (Ebrei 9:27), con due soli possibili risvolti: o si viene ammessi nel Regno di Dio, oppure no (Matteo 25:31-46).

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Cristo e la roccia di Oreb

Il Signore disse a Mosè: «Prendi il bastone; tu e tuo fratello Aaronne convocate la comunità e parlate a quella roccia, in loro presenza, ed essa darà la sua acqua; tu farai sgorgare per loro acqua dalla roccia e darai da bere alla comunità e al suo bestiame». Mosè dunque prese il bastone che era davanti al Signore, come il Signore gli aveva comandato. Mosè e Aaronne convocarono l’assemblea di fronte alla roccia e Mosè disse loro: «Ora ascoltate, o ribelli; faremo uscire per voi acqua da questa roccia?» E Mosè alzò la mano, percosse la roccia con il suo bastone due volte e ne uscì acqua in abbondanza; e la comunità e il suo bestiame bevvero. Poi il Signore disse a Mosè e ad Aaronne: «Siccome non avete avuto fiducia in me per dar gloria al mio santo nome agli occhi dei figli d’Israele, voi non condurrete quest’assemblea nel paese che io le do». (Numeri 20:7-12)

Quando lessi per la prima volta che il Signore aveva proibito a Mosè e Aaronne di entrare nella terra promessa, non ne capii bene il motivo. Il popolo di Israele si trovava alla Roccia di Oreb e si lamentava della mancanza d’acqua e il Signore disse allora a Mosè e Aaronne di parlare alla roccia affinché ne sgorgasse acqua; ma Mosè invece colpì la roccia con il bastone. L’acqua uscì comunque, ma il Signore mostrò il suo disappunto ai due fratelli e impartì loro una punizione.

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La purezza dei santi in Cristo

In tutta la Bibbia, solo i santi che appartengono alla Chiesa vengono detti «in Cristo». Questi santi godono di benedizioni spirituali a dir poco indescrivibili. Difatti, la Scrittura dice che Dio «ci ha benedetti di ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo» (Efesini 1:3). Ogni benedizione. Nessuna esclusa.

Una delle realtà più sconvolgenti (e difatti anche tra le più incomprese e spesso intellettualmente rifiutata nella Chiesa) è che il credente in Cristo è irreprensibile (ovvero, perfettamente giusto) agli occhi di Dio.

Ciò è deducibile da versi chiarissimi nella Bibbia:

  1. Siamo stati dichiarati giusti per fede (Romani 5:1);
  2. Possediamo la giustizia (perfetta) di Dio (2 Corinzi 5:21);
  3. Siamo, come detto, irreprensibili agli occhi di Dio (Colossesi 1:21-22; Efesini 5:25-27);
  4. Il peccato che vive nella nostra carne viene ora visto separatamente dal «nuovo io» derivato dalla nuova nascita (Romani 7:15-25);
  5. Possiamo aver fiducia (e non paura, cfr. 1 Giovanni 4:18) nel giorno del giudizio, perché come è Gesù così siamo noi in questo mondo (1 Giovanni 4:17). E com’è Gesù? Senza peccato (Ebrei 4:15).1

Tutto ciò c’è stato concesso da una transazione di giustificazione (1 Corinzi 6:11) e garantito nel momento in cui abbiamo creduto il vangelo (Efesini 1:13-14).

Lode al Dio eterno, al nostro Signore Gesù Cristo.


  1. Questo è perfettamente consistente con il fatto che il non credente è in Adamo e quindi è come lui, cioè peccatore, pertanto morto perché il salario del peccato è la morte (Romani 6:23). Mentre il credente è come Cristo, senza peccato, quindi vivo. Come è scritto: «Poiché, come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saranno tutti vivificati» (1 Corinzi 15:22); e ancora «Così anche sta scritto: «Il primo uomo, Adamo, divenne anima vivente»; l’ultimo Adamo è spirito vivificante» (1 Corinzi 15:45) 

Il Peccato di Onan

Giuda prese per Er, suo primogenito, una moglie che si chiamava Tamar. Ma Er, primogenito di Giuda, era perverso agli occhi del Signore; e il Signore lo fece morire. Allora Giuda disse a Onan: «Va’ dalla moglie di tuo fratello, prenditela in moglie come cognato e suscita una discendenza a tuo fratello». Onan, sapendo che quei discendenti non sarebbero stati suoi, quando si accostava alla moglie di suo fratello, faceva in modo d’impedire il concepimento, per non dare discendenti al fratello. Ciò che egli faceva dispiacque al Signore, il quale fece morire anche lui. (Genesi 38:6-10)

Il presunto peccato

Soprattutto in ambito cattolico romano, il peccato di Onan è stato frainteso e strumentalizzato a tal punto che nella lingua italiana, come in molte altre lingue, abbiamo un termine che è derivato direttamente dal nome del figlio di Giuda: onanismo. Ultimamente mi è capitato di nuovo di leggere la stessa interpretazione, ma da parte di un ministero evangelico. Chi supporta questa interpretazione si concentra sul fatto che il passaggio dice che Onan «faceva in modo d’impedire il concepimento» e quindi ne deducono una condanna esplicita di ogni forma anticoncezionale.

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Giudice, legislatore, re, salvatore

Quest'articolo è parte 2 di 2 nella serie Gesù, il Dio Vivente

Poiché il Signore è il nostro giudice, il Signore è il nostro legislatore, il Signore è il nostro re, egli è colui che ci salva. (Isaia 33:22)

In questo passaggio di Isaia il Signore viene identificato come:

  • Giudice
  • Legislatore
  • Re
  • Salvatore

Il termine qui tradotto tradizionalmente Signore è conosciuto come tetragramma, ovvero YHWH, oggi spesso reso come Yahweh (Iavè) or Jehovah (Geova). È il nome del Dio vivente che gli Ebrei già secoli prima di Cristo avevano smesso di pronunciare, sostituendolo con Adonai (Signore, da cui la tradizione ancora oggi di rendere il tetragramma con tale titolo) o HaShem (“Il Nome”), per eccesso di zelo nel cercare di evitare di usare il nome di Dio invano (Esodo 20:7).

Secondo il culto eretico dei Testimoni di Geova, questo sarebbe l’unico vero nome di Dio, mentre Gesù non è Dio, ma “un dio”, secondo loro l’arcangelo Michele (nonostante sia scritto chiaramente: Infatti, a quale degli angeli ha mai detto: «Tu sei mio Figlio, oggi io t’ho generato»? e anche: «Io gli sarò Padre ed egli mi sarà Figlio»? (Ebrei 1:5)).

Ma diamo un’occhiata a cosa Gesù stesso e gli apostoli dicono riguardo Cristo il Signore.

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Mariti, amate le vostre mogli

Dedicato a coloro che ancora credono che la Bibbia insegni una visione oggetto della donna.

Tu mi hai rapito il cuore, o mia sorella, o sposa mia! Tu mi hai rapito il cuore con uno solo dei tuoi sguardi, con uno solo dei monili del tuo collo. (Cantico dei Cantici 4:9)

Una buona moglie è un dono e una ricompensa dal Signore.

Casa e ricchezze sono un’eredità dei padri, ma una moglie giudiziosa è un dono del Signore. (Proverbi 19:14)

Godi la vita con la moglie che ami, per tutti i giorni della vita della tua vanità, che Dio ti ha data sotto il sole per tutto il tempo della tua vanità; poiché questa è la tua parte nella vita, in mezzo a tutta la fatica che sostieni sotto il sole. (Ecclesiaste 9:9)

Pertanto, è un bel gesto da parte dell’uomo dimostrare la sua gratitudine; un semplice ti amo fa meraviglie.

Ai mariti vengono date istruzioni precise riguardo le loro mogli.

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Coloro che dichiarano di essere Giudei, ma non lo sono

Ecco, ti do alcuni della sinagoga di Satana, i quali dicono di essere Giudei e non lo sono, ma mentono; ecco, io li farò venire a prostrarsi ai tuoi piedi per riconoscere che io ti ho amato. (Apocalisse 3:9)

Chi sono costoro che dichiarano di essere Giudei ma non lo sono? Dato che il secondo e terzo capitolo dell’Apocalisse si applicano all’età della Chiesa,1 è probabile che il Signore possa essersi riferito a più di un gruppo di persone nel corso della storia. Ricercando, ho trovato diversi gruppi che rivendicano per sé le promesse che Dio ha fatto al popolo del Suo patto. Alcuni di questi vi sorprenderanno.

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E la vergine ebbe un bimbo

Perciò il Signore stesso vi darà un segno: Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio e gli porrà nome Emmanuele (Isaia 7:14 LND)

Forse non v’è profezia più controversa nel Vecchio Testamento. Molti teologi liberali rigettano la nascita verginale di Gesù come semplice leggenda,1 i Giudei ne negano la validità e i non credenti la deridono come esempio della stupidità necessaria al fiorire della Cristianità.

Eppure uno studio attento della storia di Israele, delle sue leggi di eredità e della promessa che Dio fece al Re Davide dovrebbero portare anche il più scettico degli studiosi a concludere che la nascita verginale di Gesù era necessaria affinché Egli potesse: 1) essere Dio e uomo allo stesso tempo; 2) essere pienamente uomo ma senza peccato, per essere Redentore dell’umanità; 3) avere diritto legittimo a ereditare il Trono di Israele.

Vediamo tutto, passo passo.

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Immacolata concezione?

Tre giorni fa, l’8 dicembre, il calendario segnava Immacolata concezione. Molti, me compreso all’inizio del mio cammino con Gesù, sono convinti che Immacolata concezione sia semplicemente un altro modo per indicare la nascita di Gesù da Maria vergine per opera dello Spirito Santo (Luca 1:30-35).

Ho più tardi appreso che Immacolata concezione è il nome di una dottrina non biblica della Chiesa Cattolica Romana.

Di cosa si tratta?

L’immacolata concezione è la dottrina cattolica secondo cui a Maria è stata usata speciale grazia da Dio, che le avrebbe concesso di nascere senza natura di peccato, ovvero senza il peccato originale che noi tutti ereditiamo da Adamo (Romani 3:23; 5:12). Secondo la tradizione cattolica, questo intervento sarebbe stato necessario affinché Gesù incarnato avesse potuto venire nel mondo senza natura di peccato per vivere quella vita perfetta e pura che ha vissuto e che hai poi arreso volontariamente come sacrificio propiziatorio per l’umanità intera (1 Giovanni 2:1-2).

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