Indottrinamento e pensiero critico

Il dizionario della lingua italiana Sabatini-Colletti definisce il termine indottrinamento nel modo seguente:

indottrinamento [in-dot-tri-na-mén-to] s.m.
Educazione ideologica condotta in modo metodico, così da determinare una persuasione profonda e un’adesione acritica.

Il termine è usato, con ovvia connotazione negativa, per indicare un’opera di convincimento forzato senza la messa in discussione da parte di chi viene indottrinato.

In Italia soprattutto, ma di certo anche nel resto del mondo, il termine è spesso usato in congiunzione con l’argomento religione, (soprattutto col Cristianesimo) da quegli atei che sono ossessionati con Dio (ironia) e vivono col timore (immaginario) di essere perseguitati da un clero (perché l’ateo medio ha familiarità solo con forme ritualistiche del Cristianesimo, come il Cattolicesimo in Italia, che tanto si discostano dalla Cristianità biblica) che vuole indottrinarli con la propria religione.

In opposizione all’indottrinamento è spesso posto il pensiero critico. Il pensiero critico non ha un’unica definizione, ma cercherò di fornirne una soddisfacente:

[Il pensiero critico è] analisi e valutazione oggettiva di una questione al fine di formare un giudizio.1 […È] un tipo di pensiero caratterizzato dai processi mentali di discernimento, analisi, e valutazione. Comprende processi di riflessione su aree tangibili ed intangibili con l’intento di formare un giudizio solido […] Il pensiero critico si fonda sul tentativo di andare al di là della parzialità del singolo soggetto […]2

Andiamo ad analizzare vari aspetti della questione, nello specifico:

  • il pensiero critico nel Cristianesimo;
  • l’impossibilità assoluta di indottrinare il Cristianesimo.

Pensiero critico

In nessun verso della Bibbia, la Parola rivelata del Dio vivente, c’è il minimo accenno ad accettare passivamente tutto senza pensiero critico. Non v’è alcuna premessa, dunque, per essere quella persona ingenua e credulona, quasi stupida, come spesso è dipinto il cristiano da parte del non credente medio. Dio stesso, nonostante si aspetti e chieda di essere creduto sulla Parola,3 ha prodotto la Bibbia (2 Timoteo 3:16) in maniera tale che si possa verificare che Egli ne sia effettivamente l’Autore. Il principio chiave che ha usato per permettere ciò è la Sua unica capacità di rivelare con esattezza la fine sin dal principio (Isaia 44:6-7; 46:10). Questo è consistente col suo carattere di giustizia (Salmi 89:14) e col come Egli ci ha creato: a sua immagine e somiglianza (Genesi 1:26-27), quindi esseri logici e razionali.

Gesù stesso, come anche i profeti di Dio prima di Lui, è venuto con parole siglate da segni e prove:

[…] anche se non credete a me, credete alle opere, affinché sappiate e riconosciate che il Padre è in me e io sono nel Padre». (Giovanni 10:38)

Inoltre, l’apostolo Paolo dice chiaramente:

esaminate ogni cosa e ritenete il bene (1 Tessalonicesi 5:21)

In Atti 17:11 ci viene dato l’esempio dei Giudei di Berea che (e su questo torneremo, anche in futuro), assumendo correttamente le Scritture come standard di verità, non erano disposti a credere al primo arrivato, ma ricercavano attentamente per verificare ciò che veniva detto loro. Non erano quindi disposti a credere al messaggio del primo predicatore di turno, ma analizzavano correttamente a partire dalle proprie presupposizioni. Che dimostra esattamente pensiero critico, poiché tutti hanno delle presupposizioni da cui partire e tutti analizzano (o così dovrebbero) le informazioni a partire da tali presupposizioni.

L’apostolo Giovanni ancora aggiunge, in materia di discernimento:

Carissimi, non crediate a ogni spirito, ma provate gli spiriti per sapere se sono da Dio; perché molti falsi profeti sono sorti nel mondo. (1 Giovanni 4:1)

Di nuovo Paolo:

E prego che il vostro amore abbondi sempre più in conoscenza e in ogni discernimento, perché possiate apprezzare le cose migliori, affinché siate limpidi e irreprensibili per il giorno di Cristo (Filippesi 1:9-10)

o ancora:

Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà. (Romani 12:2)

e:

Guardate che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vani raggiri secondo la tradizione degli uomini e gli elementi del mondo e non secondo Cristo; (Colossesi 2:8)

Se passiamo poi al libro dei Proverbi, troviamo un continuo richiamo a cercare saggezza, intelligenza, conoscenza. Ne riporto solo alcuni versi:

Il cuore dell’uomo intelligente acquista la scienza,4 e l’orecchio dei saggi la cerca. (Proverbi 18:15) Il ricco si ritiene saggio, ma il povero, che è intelligente, lo scruta. (Proverbi 28:11) Il principio della saggezza è: acquista la saggezza. Sì, a costo di quanto possiedi, acquista l’intelligenza. (Proverbi 4:7) Ascolta il consiglio e ricevi l’istruzione, affinché tu diventi saggio per il resto della vita. (Proverbi 19:20) Applica il tuo cuore all’istruzione, e gli orecchi alle parole della scienza. (Proverbi 23:12) La casa si costruisce con la saggezza e si rende stabile con l’intelligenza; mediante la scienza se ne riempiono le stanze di ogni specie di beni preziosi e gradevoli. L’uomo saggio è pieno di forza, chi ha scienza accresce la sua potenza; infatti, con sagge direttive potrai condurre bene la guerra, e la vittoria sta nel gran numero dei consiglieri. La saggezza è troppo in alto per lo stolto; egli non apre mai la bocca alla porta della città. (Proverbi 24:3-7)

E tra le riflessioni dell’Ecclesiaste leggiamo:

Chi è come il saggio? E chi conosce la spiegazione delle cose? La saggezza di un uomo gli rischiara il viso, e la durezza del suo volto ne è mutata. (Ecclesiaste 8:1)

Ben dice la Scrittura, quando dichiara:

Imparate, o semplici, l’accorgimento, e voi, stolti, diventate intelligenti! (Proverbi 8:5)

Continuamente la Bibbia invita a non conformarsi, a esaminare, a scegliere intelligentemente, a cercare la saggezza e la conoscenza. Allo stesso tempo comanda di obbedire il Signore Dio. A colui che si professa ateo le due cose sembrano incompatibili perché è intrappolato nell’illusione dell’autosufficienza. Illusione, poiché un pensiero autosufficiente può essere tale solo se onnisciente, altrimenti è necessariamente dipendente da fonti di conoscenza esterne.

Paradossalmente, il pensiero critico, che, secondo le definizioni fornite, mira a formare un giudizio imparziale e oggettivo, necessita dell’esistenza di Dio per essere esercitato. Vedremo infatti dai paragrafi successivi che Dio è l’unico possibile fondamento per ogni concetto assoluto, e quindi dell’oggettività, della verità, della conoscenza e della saggezza, come è scritto:

Il timore5 del Signore è il principio della scienza; gli stolti disprezzano la saggezza e l’istruzione. (Proverbi 1:7) Il principio della saggezza è il timore del Signore, e conoscere il Santo è l’intelligenza (Proverbi 9:10)

Indottrinamento impossibile

In questo mondo è possibile indottrinare di tutto, tranne la Cristianità. Sì, avete letto bene. È impossibile indottrinare la Cristianità.

Due sono i motivi.

Il primo è che non si può diventare Cristiani per indottrinamento o per umana persuasione, ma solo per nuova nascita (Giovanni 3:3), a seguito del ravvedimento, condizione necessaria affinché si possa conoscere la verità (2 Timoteo 2:25). Senza rigenerazione per mezzo dello Spirito Santo (Tito 3:5), non si è Cristiani (checché si professi) e si è incapaci di conoscere la verità.

Lo stesso apostolo Paolo dice:

la mia parola e la mia predicazione non consistettero in discorsi persuasivi di sapienza umana, ma in dimostrazione di Spirito e di potenza, affinché la vostra fede fosse fondata non sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio. (1 Corinzi 2:4-5) Infatti Cristo non mi ha mandato a battezzare, ma a evangelizzare; non con sapienza di parola, perché la croce di Cristo non sia resa vana. (1 Corinzi 1:17)

Nelle Scritture troviamo difesa della fede (apologetica), predicazione, ma mai indottrinamento o imposizione. Per esempio, sotto il vecchio patto, Israele non fu mai comandata di assoggettare il mondo e imporre il proprio Dio agli altri.6 Nel nuovo patto con la Chiesa, sebbene Gesù comandi i Cristiani di diffondere la Buona Novella, questo processo non implica imposizione e forzatura alcuna; l’esempio migliore ce lo fornisce di nuovo Paolo, quando ad Antiochia di Pisidia predicava il vangelo ai Giudei e molti lo rifiutarono:

Ma Paolo e Barnaba dissero con franchezza: «Era necessario che a voi per primi si annunciasse la Parola di Dio; ma poiché la respingete e non vi ritenete degni della vita eterna, ecco, ci rivolgiamo agli stranieri. (Atti 13:46)

Come vedete, Dio lascia liberi gli uomini di rimanere nella loro situazione di ribellione.

Il secondo motivo che rende impossibile indottrinare la Cristianità è che il framework biblico è l’unico capace di spiegare e garantire l’esistenza della verità assoluta, fondamento necessario per essere certi dell’abilità di apprendere e conoscere con certezza, e quindi persino per dare conto dell’esistenza dell’indottrinamento.

La verità, per essere assoluta, deve trascendere il creato, essere dunque: senza tempo (ovvero eterna, senza inizio e senza fine), immateriale, invariabile, universale. In quanto concettuale in natura, non può che originare da una mente intelligente capace di concepire concetti. Tale mente necessita di essere onnisciente, perché se non lo fosse potrebbe esistere qualcosa di sconosciuto ad essa tale che contraddica ciò che conosce, rendendola incapace di conoscere la verità assoluta e arrivando a un assurdo. Tale mente deve essere anche incapace di mentire, per garantire l’affidabilità della rivelazione della verità a terzi, e incapace di cambiare idea, per garantire l’invariabilità della verità. Infine, tale mente deve essere unica nella sua natura in tutta l’esistenza, altrimenti ci sarebbe più di uno standard di verità assoluta, raggiungendo un assurdo.

Il Dio che presenta sé stesso nella Bibbia è l’unico a possedere tutte queste caratteristiche:

  • Non è parte della sua creazione, ma la trascende (Genesi 1:1);
  • È eterno (Deuteronomio 33:27; Ebrei 13:8);
  • È immateriale (Giovanni 4:24);
  • È una mente intelligente (1 Corinzi 2:16);
  • È una mente onnisciente (Giobbe 37:16; Giovanni 21:17; 1 Giovanni 3:19-20);
  • È universale (Salmi 139:7-10)
  • È incapace di cambiare idea (Numeri 23:19);
  • È incapace di mentire (Numeri 23:19);
  • È unico (Isaia 43:10; 45:5);

Dio è verità e di conseguenza lo è la Sua Parola (Giovanni 1:1; 14:6).

È impossibile quindi indottrinare la verità, poiché ci porterebbe a un assurdo: considerare sbagliato insegnare la verità. È da notare che ciò non preclude la possibilità di critica da parte di riceve l’insegnamento. Difatti, ciò accade ogni giorno. Ma la verità assoluta è tale a prescindere da chi l’accetta o meno; e nello specifico, chi la rifiuta, abbandona l’oggettività e ogni assoluto, e quindi non ha, paradossalmente, alcun fondamento sul quale basare il proprio rifiuto. Raggiungendo, ancora una volta, un assurdo.

Siccome è necessario uno standard di verità per giudicare vera o falsa ogni cosa, e siccome tale standard non esiste se non nel Dio che si è rivelato oggettivamente nella persona di Gesù Cristo e in forma scritta (la Bibbia), ogni cosa che non è in accordo con lo standard di Dio è automaticamente falsa e, di conseguenza, insegnarla come verità equivale ad abuso e indottrinamento.

Come esempio, basti prendere l’ateo, che è per forza di cose un relativista morale, non potendo fornire uno standard di moralità assoluta al di fuori di Dio: gli è dunque impossibile non educare i propri figli senza difatti effettuare un abuso, poiché impone la sua personale opinione morale a terzi, anziché insegnare la moralità assoluta e invariabile fondata sul Dio vivente.

Conclusione

L’ateo non esiste (Romani 1:19-20). Esiste colui che si professa ateo. Costoro vivono in maniera inconsistente: utilizzano concetti come indottrinamento o pensiero critico per la cui esistenza certa e assoluta non hanno alcuna giustificazione trascendente. Solo all’interno del framework biblico è possibile aver reale giustificazione per il pensiero critico e fondamenta morali assolute per giudicare negativamente l’indottrinamento. Senza uno standard morale assoluto, infatti, su cosa si basa il rabbioso giudizio ateo contro il presunto indottrinamento religioso col quale sono tanti ossessionati? Nella loro visione del mondo, è niente più che una loro opinione personale, che non deve e non può essere imposta a terzi.

Ben dice, dunque, la Scrittura:

Dov’è il sapiente? Dov’è lo scriba? Dov’è il contestatore di questo secolo? Non ha forse Dio reso pazza la sapienza del mondo? (1 Corinzi 1:20)


  1. Fonte: Google
  2. Fonte: Wikipedia Italia
  3. Perché ha esaltato la sua Parola sopra ogni altra cosa (Salmi 138:2 LND). 
  4. La parola scienza è qui usata nel suo senso etimologico, ovvero quello di conoscenza, sapere
  5. Nota necessaria per lo scettico di turno: la parola tradotta timore non intende paura o terrore, ma riverenza. 
  6. Come invece accade con l’Islam, per esempio